CRONACHE TARANTINE
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È stata una giornata densa, quella vissuta oggi in Regione, dove la IV Commissione Sviluppo economico ha acceso i riflettori su uno dei temi più caldi per il territorio ionico: la sospensione dei bandi Pia e MiniPia.
Su richiesta dei consiglieri regionali Cosimo Borraccino (Pd) e Massimiliano Di Cuia (Fi), è stato audito l’assessore alle Attività produttive della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, alla presenza dell’amministrazione comunale di Taranto rappresentata dal vicesindaco Mattia Giorno e dagli assessori Francesco Cosa e Gianni Cataldino. In aula anche numerosi consiglieri regionali tarantini, stakeholder locali e rappresentanti delle associazioni datoriali, a testimonianza di quanto il tema sia sentito dal mondo produttivo.
L’incontro ha offerto un quadro chiaro: i fondi destinati ai bandi sono stati saturati da un numero altissimo di domande, segno di una domanda vivace ma anche di un sistema che ora rischia di incepparsi. Cosimo Borraccino ha spiegato di aver chiesto chiarimenti sui tempi di riattivazione delle misure e di aver proposto un percorso per reperire nuove risorse. «Ho suggerito una rimodulazione dei fondi regionali, anche attraverso lo spostamento di risorse dai fondi FSC per opere di difficile cantierizzazione», ha dichiarato, aggiungendo di aver proposto «un’interlocuzione unitaria dell’intero Consiglio regionale con la Commissione Europea e con il commissario Fitto, perché queste risorse risultano inutilizzate dal tessuto produttivo pugliese». Per Borraccino, la saturazione dei fondi «testimonia quanto sia forte la domanda proveniente dal nostro tessuto produttivo» e quanto la Regione abbia lavorato negli anni per sostenere lo sviluppo.
Massimiliano Di Cuia ha definito l’audizione «finalmente necessaria», ricordando di aver già depositato un’interrogazione sulla questione. «La sospensione dei bandi Pia e MiniPia è temporanea, ma resta il problema dell’esclusione di interi settori come commercio, turismo, impiantistica sportiva, trasporti e servizi», ha affermato. «Taranto ha bisogno come l’aria di misure di sostegno, perciò escludere centinaia di realtà è un grave errore». Di Cuia ha accolto come «timido segnale» l’apertura dell’assessore a una possibile rimodulazione dei codici Ateco, pur non considerandola una garanzia. Ha poi sollevato il tema dei ritardi nell’espletamento delle pratiche, ottenendo rassicurazioni sul potenziamento degli organici. Infine, ha espresso il timore che si possa arrivare a dover restituire fondi non spesi all’Unione europea, ma Di Sciascio ha fornito dati che mostrano un utilizzo consistente delle risorse: «Per i Pia ci sono stati investimenti per 167 milioni e agevolazioni per 103 milioni; per i MiniPia agevolazioni per 13 milioni più quelle in corso per oltre 99 milioni». Di Cuia ha concluso ricordando che «i bandi verranno riattivati, ma non saranno gli stessi di ora: verranno apportate modifiche per rispondere meglio alle attuali esigenze».
Sulla stessa linea si è inserita la consigliera del M5S, Annagrazia Angolano, che ha ribadito la centralità di Taranto nelle politiche regionali. «Lo sviluppo di Taranto è una priorità per la Regione Puglia, il presidente Decaro e la sua giunta», ha affermato. Angolano ha sottolineato l’impegno dell’assessore Di Sciascio nel reperire ulteriori risorse e ha ricordato l’arrivo di nuove misure per un totale di 120 milioni di euro: «Il microcredito per micro e piccole imprese e un fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito, entrambi con una dotazione di 60 milioni». A queste si aggiungerà la seconda edizione dell’avviso “Reti”, aperto anche alle grandi imprese, con un investimento di 15 milioni. La consigliera ha però richiamato l’attenzione sulla missione originaria del Just Transition Fund: «Dobbiamo sforzarci tutti insieme per non snaturare la misura, che è mirata alla transizione energetica e ambientale della città di Taranto». Pur dichiarandosi disponibile all’ampliamento dei codici Ateco, Angolano ha insistito sulla necessità di guardare anche agli investimenti strategici: «Abbiamo la necessità di salvaguardare le piccole imprese, ma anche di alzare l’asticella e traguardare obiettivi più ambiziosi che permettano ai nostri giovani di rimanere in Puglia. Dobbiamo farlo insieme, maggioranza e opposizione, perché il bene dei cittadini viene prima delle divisioni politiche».