CRONACHE TARANTINE
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Saldi estivi ai nastri di partenza. Come da tradizione nel resto del Paese, anche in Puglia i Saldi estivi partono il 4 luglio e andranno avanti per due mesi e mezzo sino al 15 settembre. Domenica 5 luglio molte attività potrebbero essere aperte (l’apertura è facoltativa) per facilitare lo shopping di avvio saldi.
“I saldi restano una grande occasione -dice Mario Raffo, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Taranto- un appuntamento atteso da consumatori e imprese che tuttavia si inserisce in uno scenario economico e sociale profondamente mutato che va interpretato alla luce dei cambiamenti in atto”.
L’Ufficio Studi di Confcommercio Taranto fotografa le aspettative del territorio incrociando i dati previsionali con una riflessione più ampia sulle trasformazioni strutturali del commercio al dettaglio nel settore moda. Ad analizzare la consistenza economica della prossima campagna di sconti è il direttore generale di Confcommercio Taranto, Tullio Mancino. “Le nostre stime provinciali, in linea con le proiezioni nazionali dell’Ufficio Studi Confcommercio, indicano che la spesa media per i saldi estivi si attesterà attorno ai 200 euro a famiglia, pari a circa 90 euro pro capite. Parliamo di un giro d'affari complessivo importante per il nostro territorio, che dimostra come il saldo rimanga un rito di consumo radicato. Quest'anno, inoltre, confidiamo in modo significativo nel fattore legato allo shopping tourism: la Puglia e l'area ionica continuano a registrare flussi importanti di visitatori stranieri e fuori regione, che rappresentano una boccata d'ossigeno fondamentale per le nostre attività di prossimità. La finestra dei saldi, che si estenderà fino al 15 settembre, offre tutto il tempo per intercettare questa domanda”.
Tuttavia, il dibattito che accompagna regolarmente la partenza della stagione degli sconti riguarda l'opportunità o meno di posticipare la data di avvio, una richiesta che da più parti si solleva per permettere ai commercianti di vendere a prezzo pieno durante i mesi di effettivo caldo estivo.
“È innegabile che – commenta Raffo- il tema dello spostamento della data d’inizio dei saldi sia fortemente sentito dalla categoria ed è una riflessione su cui occorre continuare a confrontarsi con equilibrio. Tuttavia, dobbiamo essere intellettualmente onesti e guardare al quadro generale: la data dei saldi è soltanto uno dei tasselli, e forse non il più determinante, di una crisi molto più profonda che sta investendo il commercio al dettaglio tradizionale nel settore moda. Pensare di risolvere le difficoltà del comparto agendo unicamente sul calendario sarebbe strumentale oltre che riduttivo”.
Il Presidente di Federmoda Taranto passa quindi a esaminare i macro-fattori che stanno ridisegnando le abitudini di acquisto e la tenuta stessa dei negozi.
“Siamo di fronte a una tempesta perfetta causata dalla convergenza di più fenomeni. Da un lato abbiamo la crescita, strutturale del commercio elettronico, che viaggia su logiche di sconti perenni sfuggendo alle regole temporali dei negozi fisici; dall’altro, l’impatto evidente dei cambiamenti climatici, che alterano la stagionalità delle collezioni, rendendo i vecchi calendari commerciali sfasati rispetto al clima reale.
A questo si aggiungono la pressione costante della grande distribuzione e fattori locali che hanno a che fare prevalentemente con la dimensione sociale della nostra provincia: la perdita del potere d’acquisto delle famiglie ioniche dovuta ai contraccolpi della crisi Ilva e lo spopolamento dei borghi e dei centri storici, ormai quasi totalmente a trazione turistica. Quando i centri urbani si svuotano di residenti, le prime a spegnersi sono le vetrine di prossimità”.
Anche in questo caso, i dati in possesso del Centro Studi di Confcommercio Taranto evidenziano questa tendenza, come conferma il direttore Mancino : “Guardando i dati sui settori rappresentati oggi nei centri urbani commerciali della nostra provincia è evidente uno squilibrio con percentuali vicine al 60% di attività del food e dell’accoglienza extralberghiera e sempre meno negozi di vendita al dettaglio che viaggiano tra il 15 e il 20%”.
Di fronte a questa transizione, la ricetta non può più essere legata esclusivamente alle strategie del passato.
«L’approccio alla promozione e alla commercializzazione non può più rimanere ancorato a logiche classiche o di pura attesa del cliente in negozio -conclude Raffo- oggi la sfida si vince sulla multicanalità. Il negozio fisico deve saper integrare la propria insostituibile dimensione di relazione e competenza umana con gli strumenti digitali, creando un dialogo costante con il consumatore sia online che offline. Come Confcommercio siamo impegnati ad accompagnare le imprese in questa evoluzione, consapevoli che difendere il negozio di moda significa difendere la vitalità, la sicurezza e l'identità sociale delle nostre comunità urbane”.
Regole e obblighi per i commercianti
I negozianti che intendono effettuare vendite di fine stagione devono:
Comunicare l’inizio dei saldi al SUAP almeno cinque giorni prima, indicando i prodotti in promozione e le modalità di separazione dagli altri articoli.
Esporre chiaramente prezzo originale, sconto e prezzo finale.
Rispettare i limiti del divieto vendite promozionali nei 15 giorni antecedenti la data inizio saldi
Per ogni ulteriore informazione si rinvia alla normativa regionale di riferimento: l.r. 24/2015 e smi (BURP 101 suppl. del 28.08.2018) e il r.r. n. 14/2017 (BURP n. 63 del 31.05.2017).
Le regole dei Saldi Estivi 2026 sono quelle di sempre, Federazione Moda Taranto e Confcommercio Taranto ricordano una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:
CAMBI - la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto
PROVA DEI CAMBI - non c’è obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante
PAGAMENTI - le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante
PRODOTTI IN VENDITA - i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo
PREZZI - obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
MODIFICHE E/O ADATTAMENTI SARTORIALI - sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.