CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Taranto vive sospesa. Non è una metafora: è una condizione. Una città che aspetta, che osserva, che ascolta dichiarazioni che si rincorrono senza mai diventare certezze.
E mentre i numeri cambiano etichetta, mentre le risorse “non risultano più”, mentre gli avvisi si sospendono perché i fondi sono finiti, il territorio che più ha bisogno di stabilità resta fermo, come se qualcuno avesse tirato il freno a mano.
È quanto emerge dalle parole dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, intervenuto ieri, 9 luglio, a Casartigianati Taranto. Lo dice senza giri di parole: nel disegno di legge non c’è alcuna garanzia che gli 800 milioni di euro siano davvero destinati a Taranto. Una cifra enorme, pari all’intero JTF e oltre. Una cifra che non può essere trattata come un dettaglio amministrativo. Di Sciascio parla di un “quadro generico”, di un rischio concreto: svegliarsi una mattina e scoprire che risorse fondamentali hanno perso la loro destinazione.
Il Mimit prova a rassicurare. Precisa che quei fondi non sono JTF né Pnrr, ma provengono dalla coesione nazionale. Aggiunge che restano indirizzati alla decarbonizzazione dell’acciaio, con Taranto indicata come l’unico polo nazionale ancora da trasformare. Parole importanti, certo. Ma senza atti concreti, le destinazioni restano intenzioni. E le intenzioni, da sole, non bastano a costruire futuro.
Nel frattempo, il mondo dell’artigianato — quello che ogni giorno tiene in piedi il tessuto produttivo della provincia — lancia il suo appello. Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani, ricorda che Taranto è la provincia che ha più bisogno di attenzioni. Chiede strumenti veri: investimenti, innovazione, ricambio generazionale. E segnala che alcuni avvisi JTF sono sospesi perché le risorse sono finite. Anche qui, si cercano alternative. Anche qui, si naviga nell’incertezza.
Tre voci diverse, tre prospettive autonome, ma un unico filo rosso: la mancanza di garanzie reali.
Taranto ha progetti, ha visioni, ha urgenze. Ma non ha ancora le fondamenta solide che servono per trasformare le parole in fatti.
E una città che ha pagato più di tutte non può permettersi di vivere di annunci, rinvii o formule vaghe.
Taranto ha bisogno di certezze.
E le certezze arrivano solo quando le risorse diventano atti, e gli atti diventano fatti.