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A Taranto il programma “Il tuo rifugio d’estate”, pensato per offrire agli anziani un riparo sicuro nelle giornate di caldo estremo, si è trasformato in un caso politico inatteso.

Ciò che nasceva come intervento di protezione sociale è diventato rapidamente un punto di frizione tra amministrazione comunale e rappresentanze del commercio.
Un’iniziativa pensata per il benessere. Il Comune, insieme ad Asl, Kyma Mobilità, Forze dell’Ordine, volontariato e Centro commerciale Porte dello Jonio, ha costruito un calendario di attività: momenti ricreativi, incontri sulla salute, consigli per evitare truffe, occasioni di socializzazione. Per facilitare la partecipazione, agli over 70 viene consegnata una tessera che permette di utilizzare gratuitamente gli autobus diretti al centro commerciale nei giorni delle iniziative.
La posizione dell’assessora Lincesso.
Sabrina Lincesso, assessora ai Servizi sociali, respinge con fermezza l’idea che il progetto favorisca un soggetto privato. Sottolinea che non sono stati impiegati fondi pubblici e che l’intero percorso nasce da una collaborazione tra enti e associazioni. Ricorda inoltre che il suo assessorato si occupa di welfare, non di dinamiche commerciali, e che interpretare l’iniziativa come una strategia di marketing significa travisarla.
«Il welfare non genera profitto», afferma. «Genera relazioni, inclusione, benessere». Lincesso rivendica anche le attività già svolte in diversi quartieri e si dice disponibile al confronto con le associazioni di categoria.
Dove si incrina il rapporto con il commercio.
Le organizzazioni del settore non contestano la necessità di proteggere gli anziani, ma giudicano discutibile la scelta del luogo. Confcommercio, attraverso il presidente Giuseppe Spadafino, parla di un segnale “irricevibile”: mentre il commercio di vicinato affronta cantieri, calo dei consumi, carenza di parcheggi e problemi di decoro urbano, il progetto concentra l’attenzione su una struttura periferica.
Il timore è che un intervento sociale finisca per trasformarsi, di fatto, in un vantaggio competitivo per un centro commerciale.
Confesercenti e Upalap assumono una posizione ancora più dura: definiscono la scelta “inaccettabile” e annunciano una mobilitazione. Per loro è illogico chiudere i centri ricreativi per la terza età e, contemporaneamente, accompagnare gratuitamente gli anziani verso una struttura privata. Il rischio evocato è quello di accelerare la già evidente desertificazione commerciale.
Confartigianato, pur riconoscendo il valore sociale del progetto, propone di ampliarlo coinvolgendo parchi, piazze, pinete e quartieri, così da costruire un vero “Piano Estate Anziani” capace di sostenere anche l’economia di prossimità.
Pro e contro: il quadro complessivo.
Punti a favore:
• Offre un ambiente climatizzato e protetto durante le ondate di calore.
• Prevede attività utili: prevenzione sanitaria, informazione, socializzazione.
• Non richiede risorse pubbliche.
• Coinvolge una rete ampia di soggetti istituzionali e del volontariato.
Criticità evidenziate dalle associazioni:
• La scelta del centro commerciale può essere percepita come una forma di promozione indiretta.
• Il commercio di vicinato teme un ulteriore indebolimento.
• I benefici si concentrano su un’unica struttura privata.
• La chiusura dei centri ricreativi per anziani rende la decisione ancora più divisiva.
Una discussione che supera il perimetro del progetto.
La polemica non riguarda soltanto gli autobus gratuiti o la destinazione scelta. È il riflesso di una città che fatica a bilanciare esigenze sociali, tutela delle attività locali e gestione delle emergenze climatiche. Il cortocircuito, ormai evidente, apre una domanda più ampia: come trasformare un’iniziativa utile in un percorso condiviso, capace di non lasciare indietro nessuno? Lo capiremo solo vivendo…

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