CRONACHE TARANTINE
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Il presidente di Confapi Taranto Fabio Greco avverte: senza una strategia chiara il territorio rischia la desertificazione industriale. Ma sui Giochi del Mediterraneo vede una possibile inversione di tendenza e un’occasione irripetibile per la città.
Ci racconta, senza fare giri di parole, mettendo in fila preoccupazioni, nodi irrisolti e responsabilità che pesano come macigni sul futuro dell’ex ILVA. A pochi giorni dal nuovo incontro del 28 luglio tra Governo e parti sociali, Greco non nasconde la complessità di una vicenda che continua a trascinarsi senza una direzione chiara.
Una partita estremamente complessa: impossibile prevedere cosa accadrà”
Greco parte da un dato: immaginare oggi uno scenario credibile è quasi impossibile.
“Si tratta di una partita estremamente complessa per tanti fattori che si intrecciano. Fra l’assenza di solidi potenziali acquirenti, la mancanza di liquidità, l’incertezza sulle future risorse pubbliche e una decarbonizzazione non ancora operativa – e forse non più attuabile – non vedo come si possa mostrare il benché minimo ottimismo”.
Il presidente denuncia anche un clima di immobilismo:
“Sinceramente non comprendo questo silenzio assordante. Da tempo sarebbe servito un atto di coraggio da parte di tutti, ma ancora oggi Taranto non sa cosa potrà accadere”.
“Senza l’ex ilva rischiamo una desertificazione industriale”
Greco non vuole essere catastrofista, ma il quadro che delinea è netto:
“Se viene meno un colosso dell’acciaio come l’ex ILVA saremo costretti ad affrontare conseguenze economiche e sociali enormi. Siamo avviati verso quella che definisco da tempo una ‘desertificazione industriale’, che inciderà anche su altri settori trainanti della nostra economia”.
Un allarme che non riguarda solo l’industria pesante, ma l’intero tessuto produttivo del territorio.
I Giochi del Mediterraneo: “Come inversione di tendenza”.
In questo scenario, Greco individua però un punto di luce: i Giochi del Mediterraneo 2026.
“Non sono solo un evento sportivo: sono un progetto strategico di rigenerazione urbana e territoriale. È ciò che serve a una città alle prese da anni con crisi che mettono a dura prova industria e commercio”.
Il presidente condivide la visione del commissario Ferrarese:
“I Giochi rappresentano una vera inversione di tendenza, con opere destinate a restare per decenni e capaci di dare nuovo impulso alle attività produttive”.
Dal prossimo mese, Taranto si presenterà come ponte del Mediterraneo, luogo di dialogo e cooperazione internazionale. “La città acquisirà una visibilità mondiale, rafforzando la sua identità mediterranea e la percezione di una comunità che cambia, investe, si apre”.
L’eredità dei Giochi: infrastrutture e opportunità.
Greco invita però a non fermarsi all’entusiasmo:
“Cosa lasceranno in eredità i Giochi lo dirà il tempo. Avremo infrastrutture moderne, avveniristiche, pienamente utilizzabili. Ma l’importante sarà altro: riuscire a sfruttare quella che è un’opportunità probabilmente irripetibile”.
La sfida, conclude, sarà misurare la capacità del territorio di trasformare un grande evento in un volano duraturo: “Sarà in quel momento che si vedrà il livello della nostra efficienza imprenditoriale e gestionale”.