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C’è un’idea che torna ciclicamente, che negli anni ha attraversato dibattiti, promesse e attese.

Oggi, però, quella stessa idea sembra aver trovato una direzione precisa: l’aeroporto di Grottaglie potrebbe aprire davvero, e farlo per restare. È il pensiero che ha accompagnato la nostra conversazione con Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi del Mediterraneo, e che la nota diffusa nelle ultime ore ha ulteriormente chiarito, aggiungendo elementi nuovi e decisivi.
Ferrarese parla di un impegno concreto della Regione e di investimenti che hanno ridato slancio allo scalo ionico, pronto ad accogliere durante i Giochi voli charter diretti a pochi minuti da Taranto. Un ponte simbolico tra il mondo e la città. Ma il suo sguardo va oltre l’evento: immagina Grottaglie come un’infrastruttura moderna, stabile, capace di diventare un tassello strutturale dello sviluppo turistico ed economico del territorio.
La nota ufficiale aggiunge un passaggio chiave: l’aeroporto non nasce per sottrarre nulla a Bari e Brindisi, ma per completare il sistema aeroportuale regionale. Ferrarese definisce la missione dello scalo come “diversa e complementare”, pensata per servire l’area ionica e offrire una nuova porta d’accesso ai collegamenti nazionali e internazionali. Un ruolo che si fonda su un dato spesso sottovalutato: Grottaglie è raggiungibile da Taranto, Bari, Brindisi, Lecce e dalla Basilicata ionica, per un bacino potenziale di oltre 2,5 milioni di abitanti.
A questo si aggiunge un elemento infrastrutturale di peso: la pista da 3.300 metri, idonea all’operatività degli aeromobili impiegati sulle rotte intercontinentali. Una caratteristica che apre scenari finora mai esplorati. Ferrarese immagina collegamenti con i grandi hub globali – Istanbul, Francoforte, Dubai, Doha – capaci di mettere la Puglia in connessione con centinaia di destinazioni nel mondo attraverso un solo scalo. Non una duplicazione di ciò che già esiste, ma un ampliamento dell’offerta, un respiro in più per una regione dove Bari e Brindisi viaggiano ormai vicine alla saturazione.
Il commissario respinge anche l’idea che Grottaglie non sia attrattiva: è il territorio, dice, a raccontare la sua energia e la sua crescita. E quando un territorio cresce, chi vola lo nota. Da qui la convinzione che lo scalo possa convivere serenamente con gli altri aeroporti pugliesi, diventando una sorta di “terza pista” della Puglia centro-meridionale, un alleato e non un rivale. Neppure la presenza della Marina Militare rappresenta un ostacolo: le attività civili e quelle militari, spiega, sono già oggi ben distinte, come binari paralleli che non si incrociano.
C’è poi un tema che Ferrarese rivendica con forza: gli investimenti pubblici realizzati per i Giochi devono lasciare un’eredità concreta e duratura. L’aeroporto del Mediterraneo – nome che il commissario sogna di attribuire allo scalo durante l’evento – potrebbe essere proprio questo: la traccia tangibile di un grande appuntamento sportivo che non si esaurisce nel suo calendario, ma continua a generare sviluppo, occupazione e nuove opportunità per l’intera regione.
Grottaglie, insomma, non è più solo un’idea. È una possibilità che prende forma. E questa volta, forse, per restare.

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