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Servono subito correzioni alle linee guida dell’antitrust.


La genuinità delle recensioni online è diventata un tema cruciale anche sul territorio ionico, dove giudizi manipolati e campagne denigratorie possono orientare in modo decisivo le scelte dei turisti e incidere direttamente sui bilanci delle imprese dell’accoglienza. «Dalle nostre parti non abbiamo certo bisogno di cattiva pubblicità, peraltro falsa», sottolinea Francesca Intermite, presidente di Confesercenti–Casaimpresa Taranto, mentre è in corso la valutazione delle linee guida attuative della Legge n. 34 dell’11 marzo 2026.
Secondo le principali sigle del comparto turistico e dell’Horeca – tra cui Assoturismo-Confesercenti e Fipe – il fenomeno delle recensioni contraffatte può causare perdite fino al 30% del fatturato delle singole attività della ristorazione e della ricettività. Un dato che pesa in modo particolare su un territorio ad alto potenziale come Taranto, dove la reputazione digitale rappresenta il primo biglietto da visita per i flussi turistici nazionali e internazionali. Una sola recensione falsa può compromettere per mesi l’immagine di un’impresa.
La normativa in discussione nasce proprio per contrastare giudizi illeciti e manipolati relativi a prodotti, servizi e prestazioni del settore turistico. Ma Confesercenti ritiene che il testo delle linee guida necessiti di correttivi sostanziali per risultare davvero efficace.
“C’è bisogno di promuovere Taranto e la sua provincia – afferma Intermite – e di sostenere le realtà che operano nell’industria dell’accoglienza. Le recensioni costruite ad arte disintegrano gli sforzi quotidiani di chi fa impresa in un contesto già complesso di suo”.
Per questo Confesercenti, insieme ad altre associazioni, ha presentato una segnalazione formale all’Antitrust (AGCM), proponendo un sistema più rigido fondato su cinque pilastri:
Verifica dell’identità — accertare la reale identità di chi pubblica il giudizio, contrastando profili anonimi o fittizi.
• Esperienza diretta — garantire che la recensione derivi da un consumo o soggiorno effettivo.
• Finestra temporale — obbligo di pubblicazione entro 30 giorni dalla fruizione del servizio, per evitare campagne denigratorie tardive.
• Obbligo di motivazione — punteggi accompagnati da una motivazione, così da consentire alle imprese un diritto di replica concreto.
• Divieto di cessione — stop agli accordi commerciali tra piattaforme per la compravendita o la cessione di pacchetti di recensioni.
Il comparto turistico e della ristorazione dell’area ionica, chiamato a rispondere a sfide globali e a un pubblico sempre più esigente, ha bisogno di regole chiare. La trasparenza digitale non è più solo una questione di reputazione: è un fattore determinante per la sopravvivenza economica del tessuto imprenditoriale locale.

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