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Con le temperature torride che stanno investendo il territorio ionico, la Uil Taranto richiama con forza il pieno rispetto dell’ordinanza anticaldo della Regione Puglia, firmata dal presidente Antonio Decaro.

Il provvedimento prevede la sospensione o rimodulazione delle attività lavorative all’aperto nella fascia 12:30–16:00 nei giorni in cui il livello di rischio da stress termico è elevato, con l’obiettivo di prevenire malori, infortuni e patologie legate all’esposizione prolungata al sole.


A evidenziare la situazione locale è Gennaro Oliva, coordinatore territoriale Uil Taranto, che punta l’attenzione sui lavoratori impegnati nei cantieri dei Giochi del Mediterraneo e negli interventi sulla rete BRT, oltre che su tutte le categorie che operano quotidianamente all’aperto: addetti dei cantieri stradali, dell’edilizia, della manutenzione urbana, dei servizi esterni, della logistica e delle attività esposte direttamente al sole. La Uil, a livello nazionale, ha più volte ribadito la necessità di rafforzare le misure contro il caldo estremo, accompagnandole con modelli organizzativi adeguati e tutele effettive per i lavoratori più esposti.
“A Taranto non si può chiedere ai lavoratori di pagare con la salute il prezzo della corsa contro il tempo. Nei cantieri dei Giochi del Mediterraneo, nelle opere per il BRT, nei cantieri stradali e in tutte le attività all’aperto, il rispetto dell’ordinanza regionale deve essere rigoroso e non formale. La sicurezza non può essere compressa dalla fretta di chiudere lavori, aprire opere o rispettare cronoprogrammi”, afferma Oliva.
Il coordinatore ricorda che l’ordinanza regionale parla chiaro: nelle fasce orarie più a rischio, dalle 12:30 alle 16:00, quando lo stress termico raggiunge livelli elevati, le lavorazioni esposte al sole devono essere fermate o riorganizzate. «Non è un suggerimento, ma una misura di civiltà e prevenzione che serve a evitare malori, incidenti e conseguenze anche gravi per chi lavora».
Per questo la Uil chiede alle imprese, alle stazioni appaltanti e a tutti i soggetti coinvolti di riorganizzare i turni, prevedere pause reali, garantire acqua, zone d’ombra, dispositivi di protezione e un controllo costante delle condizioni operative. «La produttività non si difende mettendo a rischio i lavoratori, ma costruendo condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili». Il sindacato ricorda inoltre che l’emergenza climatica richiede strumenti strutturali, protocolli chiari e tutele automatiche per chi è esposto a temperature estreme.
A Taranto il tema è particolarmente delicato perché molte opere sono considerate strategiche per la città. I Giochi del Mediterraneo prenderanno il via il 21 agosto e si concluderanno il 3 settembre, determinando un’accelerazione dei lavori in diversi punti del territorio. «Proprio per questo serve una responsabilità ancora maggiore: nessuna scadenza può valere più della vita e della salute di una lavoratrice o di un lavoratore».
Lo stesso vale per i cantieri del BRT e per gli interventi sulla viabilità urbana: l’avanzamento delle opere non deve tradursi in un aggravio insostenibile né per chi lavora né per la mobilità cittadina. È necessario evitare lavorazioni disordinate, ridurre al minimo l’impatto sui percorsi stradali e assicurare una programmazione seria, soprattutto in una fase in cui Taranto si prepara ad affrontare un aumento della pressione sul traffico.
“Il caldo estremo non è più un fatto eccezionale: è una condizione strutturale con cui il mondo del lavoro deve fare i conti, mettendo al centro prevenzione, organizzazione e tutela delle persone”.

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