CRONACHE TARANTINE
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Nuova mossa del gruppo statunitense Flacks, che torna a farsi avanti nella partita per l’acquisizione dell’ex Ilva proponendo la creazione di una nuova società partecipata dallo Stato e da due grandi aziende del settore.
Un’iniziativa che arriva a pochi giorni dal nuovo confronto tra Governo e sindacati e che riaccende il dibattito sul futuro dello stabilimento di Taranto.
Di seguito il commento di Confapi Taranto, a cura di Fabio Greco: “Flacks ci riprova con una nuova proposta? L’importante è che chiunque acquisisca l’ex Ilva rispetti ambiente, lavoro e il Governo garantisca le promesse fatte al territorio. L’indotto venga rispettato”.
“A pochi giorni dal nuovo incontro che vedrà Governo e sindacati discutere sul futuro dell’ex ILVA, si registra l’ennesima sortita in avanti del gruppo statunitense ‘Flacks Group’ che, per nulla disposto a gettare la spugna, ha formulato un’altra proposta industriale finalizzata a garantire (fra i vari obiettivi) la continuità produttiva di quella che è stata la più grande acciaieria d’Europa. La notizia va ad inserirsi in una fase forse decisiva per il destino dello stabilimento tarantino e questo non manca di sottolinearlo.”
“Si legge sulla stampa che lo scopo dei competitor del gruppo indiano Jindal (il secondo potenziale acquirente del colosso siderurgico) è quello di creare la ‘Flacksider’, una nuova società partecipata dallo Stato e da due importanti aziende del settore in modo da ‘salvare’ gli impianti, salvaguardare l’occupazione e l’ambiente e restituire competitività alla produzione. Tutto sembra davvero interessante, ma fino a che punto questo ‘progetto’ può essere ritenuto fattibile?”
“Va bene tutto. Se lo scopo di chiunque acquisirà l’ex ILVA è quello di darle una continuità produttiva, riportando la fabbrica fra i principali poli europei per la produzione di acciaio di qualità, scongiurando una crisi occupazionale che si rivelerebbe drammatica ed avviando la bonifica ambientale del sito, allora siamo di fronte alla soluzione migliore.”
“Sia chiaro, però: questi propositi del gruppo statunitense non fanno illudere nessuno. Ormai ne stiamo vedendo e sentendo talmente tante che mantenere un altissimo livello di cautela è d’obbligo. Ribadisco quello che sto sostenendo ormai da tempo: qualunque operazione di salvataggio dell’ex ILVA va bene purché si rispettino ambiente, lavoro e tutte quelle promesse fatte finora. E non basta. Sarà necessario procedere con attenzione nei riguardi di società ex novo, come quella ipotizzata da Flacks. Anche perché qualunque nuova compagine che gestirà il colosso siderurgico dovrà tenere in considerazione i crediti che vantano le numerose aziende dell’indotto, che con le loro attività (è bene ricordarlo) hanno fornito un contributo tutt’altro che indifferente alla continuità produttiva dello stabilimento.”