CRONACHE TARANTINE
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La grande novità tarantina: l’atleta antico incontra i campioni di oggi, la vittoria che attraversa i secoli.
In queste giornate che odorano di sale e luce, Taranto apre le sue porte a un racconto antico e nuovo insieme. Il MArTA dedica una grande mostra all’“Arte della vittoria”, intrecciando il destino di un giovane atleta vissuto nel V secolo a.C. con quello dei campioni che oggi portano la città nel mondo.
L’Atleta di Taranto, deposto in un sarcofago dipinto di blu egizio e accompagnato dalle sue quattro anfore panatenaiche, torna a parlare grazie alle analisi del DNA: intollerante al lattosio, gruppo sanguigno 0, predisposizione alla psoriasi e una variante genetica oggi associata alla potenza e alla velocità. Nel tartaro dentale, tracce di molluschi raccontano una dieta che profuma di mare, lo stesso mare che oggi lambisce la città e osserva silenzioso il nostro correre verso i Giochi del Mediterraneo.
La mostra si snoda tra 53 reperti, molti restaurati, che ricostruiscono l’atletismo nella Magna Grecia e il ruolo educativo del ginnasio, dove corpo e spirito crescevano insieme. Una sezione è dedicata allo sport femminile antico, un’altra alle radici dell’atletismo sull’altra sponda del Mediterraneo, grazie al lavoro di curatori provenienti da Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania.
Poi il presente: nella Temporary Art brillano la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, la medaglia d’oro di Benedetta Pilato, la canotta olimpica di Antonella Palmisano e altri cimeli che raccontano la forza di una terra che non smette di generare talenti. Accanto ai reperti, l’illustrazione originale dell’Atleta firmata da Sal Velluto e i primi frame del cortometraggio animato che ne racconterà la storia entro il 2026.
Il MArTA e il Comitato dei Giochi hanno siglato una convenzione che apre il museo agli atleti con uno sconto dedicato, mentre dal 25 al 27 agosto il chiostro ospiterà lo spettacolo teatrale “L’Atleta di Taranto”, due repliche al giorno, sottotitolate e a numero chiuso.
Così Taranto, sospesa tra passato e futuro, si prepara alla sua vetrina internazionale. E il mare, che ha visto nascere l’antico atleta e oggi accompagna i nuovi, resta lì: immobile, profondo, pronto a custodire ancora una volta la storia di chi corre, lotta, vince e si rialza.