CRONACHE TARANTINE
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Taranto prova a immaginare un futuro diverso mentre l’ex Ilva si avvia verso una riduzione strutturale.
Il governo punta su una nuova industrializzazione che, nelle intenzioni, dovrebbe compensare il ridimensionamento del siderurgico: oltre 17 progetti, più di 2 miliardi di investimenti potenziali e otto settori coinvolti. È la cornice che il ministro Urso ha illustrato alla Camera dopo gli incontri con istituzioni e imprese.
Al Mimit sono arrivate conferme e nuovi nomi. Renexia e Webuild restano in campo, mentre Vestas e Pirelli valutano progetti che, se concretizzati, potrebbero generare migliaia di posti di lavoro: 1.600 quelli stimati da Renexia, 1.000 dal possibile centro di innovazione Pirelli. Invitalia ha già approvato 10 contratti di sviluppo per 730 milioni e 6.500 occupati, e ne sta esaminando altri sei.
Le aree disponibili non mancano: 170 ettari nell’ex Ilva, 450 dell’Autorità portuale, oltre 350 ex militari. Il governo valuta una figura commissariale per accelerare autorizzazioni e insediamenti. Tra le proposte, anche un hub di carpenteria legato al ponte sullo Stretto, subordinato alla disponibilità di acciaio conforme. È una mappa ancora in definizione, ma per Taranto rappresenta la prima vera base per un nuovo ciclo industriale.