CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La settimana appena trascorsa è stata più rovente delle temperature che stanno funestando l’intera Nazione.
E non per il meteo. Da giorni, in Italia, non si parla d’altro: l’area a caldo dell’ex Ilva, per effetto del decreto della Corte d’Appello di Milano, dovrà fermarsi. Una scadenza che ora ha anche una data simbolica, il 15 ottobre, quando il destino dello stabilimento apparirà definitivamente tracciato.
Acciaierie d’Italia prova a non arrendersi. Gli avvocati sono al lavoro per predisporre un ricorso straordinario in Cassazione contro il decreto dei giudici milanesi. Una mossa estrema, quasi obbligata, ma che difficilmente potrà ribaltare un quadro che si è consolidato giorno dopo giorno. Le chance di successo, secondo chi segue da vicino il dossier, non sembrano molte. Ed è proprio questo il nodo: più si avanza, più la sensazione è che la partita sia già scritta.
Il paradosso è che la discussione pubblica, politica e industriale si è infiammata mentre il termometro segnava valori record. Una coincidenza che racconta bene il clima: l’estate che molti vorrebbero odiare, evocando il celebre brano di Bruno Martino, (Odio l’estate), è diventata la cornice di una vicenda che non concede tregua. Ogni giorno aggiunge un tassello, ogni dichiarazione conferma che la direzione è una sola.
Il 15 ottobre non sarà soltanto una data. Sarà il momento in cui capire se il ricorso avrà almeno aperto uno spiraglio o se, invece, la fermata dell’area a caldo diventerà l’atto finale di una storia che da anni procede tra strappi, sentenze e tentativi di resistenza. Ma oggi, più che mai, il futuro sembra già scritto. E non basterà un ricorso a cambiare la temperatura di questa estate che nessuno, davvero, riesce più a sopportare.
A margine, una notizia meno grave di quanto si temesse: come avevamo già riportato, giovedì 6 agosto si era verificato un nuovo incidente sul lavoro all’ex Ilva. Un operaio della Semat Engineering, 53 anni, era rimasto ferito all’Afo2 durante una manovra con un muletto. Soccorso e trasferito in codice rosso al “Santissima Annunziata”, la prognosi è stata poi fissata in venti giorni, meno pesante rispetto alle prime valutazioni.