CRONACHE TARANTINE
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Il video di Simona, mamma di Andrea, che aveva scritto al governatore di Puglia, è rimbalzato per tutta la giornata di ieri, 12 agosto, sui social, riportando al centro della scena la voce più scomoda di questa vicenda: quella di una madre.
Con un messaggio diretto e senza filtri, Simona Peluso ha contestato la ricostruzione del governatore pugliese Antonio Decaro sulla lettera del figlio Andrea, 13 anni, diventata virale nel week‑end.
«Il presidente Decaro non dovrebbe diventare un postino».
È la frase con cui Peluso ha gelato l’iniziativa del governatore, che aveva annunciato l’intenzione di consegnare la lettera di Andrea al Governo il 21 agosto, durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo. Una scelta che la madre respinge con fermezza: «Nessuno gli ha chiesto questo. Il destinatario della lettera rimane esclusivamente il presidente Decaro».
Nel videomessaggio pubblicato su Facebook, Peluso contesta anche l’idea che la famiglia fosse stata invitata alla cerimonia inaugurale. «Ha fatto intendere di averci invitati ai Giochi. Noi non abbiamo ricevuto alcun invito né tantomeno avremmo accettato», afferma. La donna ricorda che l’associazione Genitori Tarantini aveva già chiesto un incontro formale con il governatore per discutere della decarbonizzazione, senza ottenere risposta.
Andrea, affetto da una rara mutazione del gene Sox4, è l’unico minore tra gli undici ricorrenti che hanno ottenuto dalla Corte d’Appello di Milano l’ordine di fermare l’area a caldo dell’ex Ilva entro ottobre. Nella sua lettera aveva definito il siderurgico «mostro» e chiesto al governatore: «Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?». Parole che Peluso rivendica, ricordando le paure dei bambini tarantini: «Alcuni hanno perso tutti i capelli, altri non li ho più visti. Mia madre mi ha detto che ora sono angeli», aveva scritto il ragazzo.
La madre respinge anche l’ipotesi di un incontro privato con Decaro: «Continuavo a chiedere un confronto pubblico, lui insisteva per farlo solo con me e Andrea. Ma non è così che deve essere». E sulla decarbonizzazione proposta dal governatore, Peluso è netta: «La fantomatica transizione con forni elettrici e Dri non è fattibile. Inquinano quasi quanto la produzione a carbone».
Una replica dura, che riporta la discussione sul terreno più reale: quello delle famiglie che vivono ogni giorno le conseguenze dell’inquinamento. E che non accettano che la voce di un ragazzo di 13 anni venga trasformata in un gesto simbolico da consegnare a un palco istituzionale.