CRONACHE TARANTINE
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Le imprese tarantine devono entrare nella partita dell’ex Ilva, perché puntare solo sull’area a freddo significa condannare l’intero stabilimento a un declino certo. Vincenzo Cesareo, CEO di Comes, avverte Governo e acciaieri: senza una produzione primaria moderna – forni elettrici, DRI, bonifiche serie – l’equilibrio industriale salta e Taranto perde un asset strategico nazionale.
Per questo mette sul tavolo un milione di euro e chiede che l’imprenditoria locale venga coinvolta nei piani industriali: «Non si può separare il caldo dal freddo. E noi vogliamo essere parte della soluzione».
Un segnale forte, che punta a rompere l’inerzia e a riportare Taranto dentro le decisioni che ne determineranno il destino industriale. Cesareo rivendica il ruolo delle aziende del territorio, ricordando che convivono con la fabbrica da oltre sessant’anni e hanno continuato a investire nonostante tutto. Il messaggio è chiaro: senza una visione integrata e senza il contributo di chi conosce davvero lo stabilimento, il rilancio rischia di restare solo sulla carta. Fonte il Quotidiano di Puglia a nome D. Palmiotti.