CRONACHE TARANTINE
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Francesca Intermite (Confesercenti)spiega che c’è una preoccupazione sempre più diffusa tra gli operatori economici tarantini, raccolta nelle ultime settimane attraverso testimonianze e segnalazioni di chi ogni giorno fatica a trovare personale disponibile a lavorare con continuità.
“Mancano pasticceri, panettieri, muratori, camerieri, commessi e gran parte di quelle figure professionali che sono chiamate a lavorare in giornate e con orari non d’ufficio”. La presidente di Confesercenti CasaImpresa Taranto, Francesca Intermite, parla di una vera e propria crisi culturale e generazionale che ribalta l’idea tradizionale dell’impegno lavorativo, fatto di soddisfazione economica e gratificazione, ma anche di inevitabili rinunce.
«Una parte importante dei nostri giovani rifiuta sistematicamente turni serali, notturni, festivi e prefestivi» spiega Intermite, riportando le difficoltà di titolari di attività commerciali, esercizi pubblici e studi professionali. «Così tabaccherie, ristoranti, bar, alberghi, negozi di vicinato, ma anche studi di commercialisti e avvocati, rischiano un pericoloso immobilismo».
Il fenomeno non riguarda solo il capoluogo: «Diversi comuni della provincia vivono già una sorta di desertificazione produttiva. A mancare non sono le occasioni di lavoro, ma la disponibilità ad adattarsi a contesti che richiedono sacrifici e flessibilità».
Intermite riconosce l’importanza del tempo libero, ma avverte: «Non è ammissibile subordinare la cultura del dovere ai weekend con gli amici. La vera indipendenza economica si costruisce con l’impegno e l’accettazione dei sacrifici».
Un cambio di mentalità, conclude, è indispensabile per evitare che il territorio resti indietro: «Se non invertiamo la rotta, i comuni della provincia resteranno fermi mentre il resto della Puglia continua a correre. E nel turismo, come dimostrano i Giochi del Mediterraneo, abbiamo tutte le carte in regola per brillare».