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Vertenza Ex Ilva
Ex Ilva, sindacati all'attacco: "2500 licenziamenti, Taranto sull'orlo della bomba sociale"
Conferenza stampa congiunta questa mattina, 5 settembre, dopo le lettere di 28 aziende dell'indotto. Fim, Fiom, Uilm e Usb: "Il Governo fermi la chiusura, la fabbrica sta già spegnendo gli impianti". Martedì 8 settembre il vertice decisivo a Palazzo Chigi.
Sono 2500 le lettere di avvio di licenziamento collettivo inviate tra ieri e oggi da 28 aziende dell'indotto ex Ilva. È la "bomba sociale" che i sindacati avevano annunciato e che questa mattina, 5 settembre, è esplosa in una conferenza stampa durissima.
Tre le voci, un unico allarme: senza un intervento immediato del Governo, Taranto e la siderurgia italiana rischiano il collasso.
Il più netto è Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil Taranto: “Quello che sta accadendo è frutto dell'assenza di risposte del Governo su occupazione, ambiente e decarbonizzazione. Siamo in una fase drammatica". Secondo Brigati, il problema non è solo la sentenza della Corte d'Appello di Milano, la cui sospensiva sarà discussa il 9 settembre. "Anche con un parere favorevole - spiega - non ci sono le risorse finanziarie per garantire la continuità produttiva. In fabbrica sono già partite le procedure di spegnimento, non ci sono navi minerarie in arrivo, abbiamo autonomia fino a fine settembre. Il Governo si sta assumendo la responsabilità della chiusura".
Sulla stessa linea Luigi Bennardi, segretario Uilm Taranto: “Avevamo chiesto unitariamente ad Aigi di soprassedere all'invio delle procedure in attesa dell'incontro di martedì a Palazzo Chigi, non siamo stati ascoltati". Per Bennardi si apre "una delle pagine più complicate della storia dell'industria italiana. Taranto è sull'orlo della bomba sociale".
Dura anche la posizione di Francesco Rizzo, Usb: “Respingiamo con forza questa lettera. L'8 settembre vogliamo soluzioni concrete e immediate per tutta la platea dei lavoratori. Il Governo si assuma la responsabilità di portare avanti la decarbonizzazione".
Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi:
“Piove sul bagnato, soluzioni non arrivano, solo annunci e slogan". Dopo le 2500 lettere di licenziamento dell'indotto ex Ilva, il sindacato attacca Governo e istituzioni: "Problema gravissimo, serve regia di Provincia, Comune e Regione".
Nel mirino Aigi: "Ritiri subito le procedure mandate in maniera confusionaria”.
Appuntamento ora a martedì 8 settembre a Palazzo Chigi, dove i sindacati chiedono il blocco dei licenziamenti e risposte operative sul piano straordinario presentato il 28 luglio.