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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

La nomina di Gaetano Nacci ad amministratore unico di Kyma Ambiente approda all’Autorità nazionale anticorruzione.

A rivolgersi all’Anac è il consigliere comunale di opposizione Luca Lazzàro (Fratelli d’Italia), che ha depositato una segnalazione formale chiedendo verifiche sull’incarico conferito il 29 luglio. Una mossa che, spiega, rientra nelle prerogative di controllo dell’opposizione e punta a fare chiarezza sulla guida della principale partecipata comunale, oggi alle prese con una situazione finanziaria definita «molto critica», con debiti che – secondo la segnalazione – superano i 43 milioni di euro.

Il nodo degli incarichi paralleli

Il punto centrale sollevato da Lazzàro riguarda gli altri ruoli ricoperti da Nacci al momento della nomina. Dalla documentazione camerale acquisita dal consigliere emergerebbe che l’ingegnere rivestiva incarichi di vertice in società attive nel settore dei rifiuti, sia in Puglia sia nel territorio tarantino. Per l’esponente di FdI si tratta di posizioni «potenzialmente sovrapponibili» a quella assunta in Kyma Ambiente, tali da richiedere una verifica sulla compatibilità e sull’eventuale presenza di situazioni di conflitto.

«Non stiamo affermando l’esistenza di un conflitto di interessi, ma chiediamo all’Anac di fare chiarezza su circostanze oggettive che meritano una verifica», afferma Lazzàro. La richiesta è accertare «se queste circostanze siano state compiutamente dichiarate e valutate prima della nomina» e se siano state svolte tutte le verifiche previste dalla normativa su inconferibilità e incompatibilità. Il tema, insiste, è capire «se in una società in crisi come Kyma Ambiente le regole sulle nomine siano state rispettate fino in fondo».

Accesso agli atti: “Richiesta inevasa”

Nella segnalazione viene evidenziato anche il mancato riscontro a un’istanza di accesso agli atti presentata da Lazzàro ai sensi dell’articolo 43 del Tuel. A settimane di distanza, sostiene il consigliere, la documentazione non sarebbe stata fornita. La circostanza è stata rilevata anche dal segretario generale del Comune, che in una nota ha sollecitato Kyma Ambiente a garantire il tempestivo esercizio delle prerogative dei consiglieri, prendendo atto che la richiesta risultava ancora inevasa.

«Per un consigliere di opposizione, non poter accedere agli atti su una nomina così delicata è un segnale preoccupante», commenta Lazzàro. «La trasparenza non può essere un optional, soprattutto quando si tratta di una partecipata che gestisce un servizio essenziale e versa in condizioni finanziarie critiche».

Le verifiche richieste all’Anac

Lazzàro chiede all’Autorità di accertare:

• eventuali cause di inconferibilità o incompatibilità;
• la completezza delle dichiarazioni rese da Nacci;
• le altre cariche societarie ricoperte contemporaneamente;
• l’eventuale esistenza di rapporti economici o commerciali tra Kyma Ambiente e le società in cui l’ingegnere svolge incarichi;
• l’adeguatezza dell’istruttoria preventiva e la regolarità del procedimento di nomina.


“Non un’accusa, ma un’azione di controllo”

«La nostra è un’azione di controllo istituzionale, non un’accusa preventiva», conclude Lazzàro. «Ma in un momento delicato come questo, con Kyma Ambiente in crisi e sotto procedura di risanamento, l’opposizione non può restare a guardare. L’Anac faccia luce su questa vicenda e restituisca ai tarantini la certezza che le regole vengono rispettate. Chi amministra ha il dovere di rispondere, e noi vigileremo affinché così sia».

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