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Il rilancio dell’area jonica passa da un pacchetto di misure straordinarie, pensate per accompagnare la transizione industriale e assorbire gli esuberi dell’ex Ilva.

È quanto emerso nella giornata dell’8 settembre a Roma, durante la consultazione delle parti datoriali convocata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, affiancato da diversi ministri. Un confronto che ha delineato la strategia con cui il Governo intende sostenere il territorio, indipendentemente dal pronunciamento della Corte d’Appello di Milano sullo stop dell’area a caldo.
AGCI, rappresentata dal vicepresidente vicario Giampaolo Buonfiglio e dal responsabile territoriale di Taranto Daniele Arena, ha espresso apprezzamento per l’approccio pragmatico dell’esecutivo e ha indicato le leve necessarie per creare un ambiente favorevole allo sviluppo imprenditoriale diffuso. Una condizione ritenuta essenziale per garantire nuova occupazione e assorbire gli esuberi del siderurgico e dell’indotto.
Tra le proposte, AGCI ha rilanciato l’introduzione di una dote lavoro straordinaria per Taranto: uno strumento che consentirebbe alle imprese e alle cooperative del territorio di assumere lavoratori provenienti dall’ex Ilva con sgravio contributivo totale per 60 mesi, trasformando la spesa pubblica oggi destinata agli ammortizzatori sociali in formazione reale e nuova occupazione.
L’associazione ha inoltre chiesto di rafforzare la ZES unica per l’area jonica, permettendo alle imprese che investono a Taranto di cumulare i benefici fiscali della Zona Economica Speciale con i contributi a fondo perduto del Just Transition Fund. Un doppio binario che renderebbe il territorio più competitivo e attrattivo.
AGCI ha poi proposto l’introduzione di norme speciali per i progetti di economia circolare, superando la frammentazione burocratica che rallenta gli investimenti. La richiesta è quella di una autorizzazione unica accelerata, con tempi certi e massimi di 40 giorni, per favorire l’insediamento di nuove attività, anche da parte delle PMI.
Infine, l’associazione ha evidenziato la necessità di estendere i termini di rendicontazione dei fondi europei del Next Generation EU, prevedendo deroghe specifiche per l’area di crisi di Taranto, così da non perdere risorse fondamentali per la transizione.

«Taranto ha bisogno di strumenti immediati e concreti per accompagnare la transizione industriale e garantire lavoro, investimenti e prospettive reali alle comunità» hanno dichiarato Buonfiglio e Arena. «La cooperazione è pronta a fare la sua parte, partecipando al Tavolo permanente prospettato dal Sottosegretario Mantovano, ma servono misure straordinarie, rapide e coordinate».

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