CRONACHE TARANTINE
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Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm lanciano un appello urgente al Governo sulla vertenza ex Ilva, chiedendo risposte immediate dopo la presentazione del Piano Straordinario Nazionale per la messa in sicurezza e il rilancio del gruppo siderurgico.
I sindacati ricordano che l’esecutivo ha chiesto due giorni di tempo per valutare il documento, ma sottolineano che la situazione negli stabilimenti è ormai al limite.
I sindacati metalmeccanici nazionali affermano che “non c’è più tempo da perdere” e che il Governo deve utilizzare ogni ora disponibile per definire una soluzione credibile e definitiva. La riserva espressa dal tribunale di Milano ha aumentato l’incertezza, alimentando domande e timori tra migliaia di lavoratori.
Secondo Fim, Fiom e Uilm, nelle fabbriche del gruppo e nell’indotto si susseguono assemblee e confronti che mettono in luce un clima di forte tensione. I lavoratori chiedono chiarezza sul loro futuro, temono nuovi periodi di cassa integrazione e non accettano che siano ancora una volta loro a pagare le conseguenze di scelte politiche insufficienti o rinviate.
Le organizzazioni sindacali sottolineano che il Governo deve utilizzare in modo efficace il tempo richiesto, presentando proposte concrete e immediatamente attuabili. La vertenza, spiegano, non può essere gestita con ulteriori rinvii: servono decisioni chiare, risorse adeguate e un percorso definito per garantire continuità produttiva, sicurezza degli impianti e tutela occupazionale.
Fim, Fiom e Uilm chiedono inoltre che, entro i tempi concordati, venga riconvocato il Tavolo permanente a Palazzo Chigi, luogo istituzionale dove deve essere assunta ogni decisione strategica sul futuro del gruppo. Per i sindacati, solo un confronto stabile e trasparente può evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sociale senza precedenti.