CRONACHE TARANTINE
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La necropoli di via Marche ha ufficialmente riaperto al pubblico.
Questa mattina, 11 settembre, l’area archeologica ha ospitato la conferenza stampa che ha sancito il ritorno di uno dei siti più identitari della Taranto antica, rimasto a lungo inaccessibile. L’amministrazione comunale, insieme alla Soprintendenza, ha illustrato il nuovo percorso di valorizzazione, le modalità di fruizione e gli interventi programmati per garantire una gestione più moderna e continuativa del complesso.
Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Piero Bitetti, il soprintendente Antonio Zunno e i rappresentanti dei soggetti che cureranno le attività all’interno della struttura. Al termine dell’incontro, gli operatori dell’informazione hanno effettuato una visita guidata della necropoli, accompagnata dalle interviste registrate ai protagonisti dell’iniziativa, utili a documentare nel dettaglio lo stato del sito e le prospettive di rilancio.
Le parole del sindaco: “L’amministrazione crede molto nei punti di forza della città e nella capacità di trasformarli in leve di crescita. Consentitemi un sentito e fortissimo ringraziamento al soprintendente Zunno per l’attività, la vicinanza, la collaborazione e le consulenze che quotidianamente la Soprintendenza ci offre. Oggi restituiamo alla comunità un luogo che è memoria e identità, avviando un percorso condiviso di tutela e partecipazione”.
L’intervento di Antonio Zunno - soprintendente per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto
“Oggi colmiamo una mancanza che si trascinava da tempo, riavviando un percorso di partecipazione in quest’area della città. La necropoli merita una nuova vita: intendiamo recuperare le risorse per il rifacimento della copertura, ormai datata e con seri problemi di mantenimento, e immaginare un’installazione contemporanea più vicina ai nostri tempi, capace di migliorare anche le condizioni climatiche che incidono sulla struttura. Abbiamo già stilato una graduatoria di priorità e partiremo dalle situazioni più critiche, fino ad arrivare a una manutenzione programmata di tutti i siti che gestiamo insieme all’Associazione d’Art, così da garantire una cura continuativa”.
Una riapertura che non è solo un ritorno al passato, ma l’avvio di una responsabilità condivisa: custodire ciò che racconta chi siamo e farlo vivere nel presente con cura e continuità.