CRONACHE TARANTINE
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La conferma della chiusura dell’area a caldo dell’ex ILVA, arrivata con il rigetto della sospensiva da parte dei giudici di Milano, segna per Taranto un punto di non ritorno.
Per il presidente di CONFAPI Taranto, ing. Fabio Greco, è il momento in cui il Governo deve assumersi la responsabilità di indicare una direzione chiara e definitiva.
“Rispettiamo e prendiamo atto della decisione dei giudici. CONFAPI è disponibile e ha presentato diverse proposte, ma adesso spetta al Governo stabilire la linea da seguire che a questo punto è una soltanto ed è pure obbligata: installazione dei forni elettrici ed avvio delle bonifiche”, afferma Greco, sottolineando come il provvedimento contribuisca paradossalmente a fare chiarezza.
Secondo il presidente, da oggi non c’è più spazio per rinvii: “La diversificazione economica e la transizione industriale non devono rimanere concetti astratti, ma rappresentare la base per il rilancio di Taranto, che non dovrà diventare una seconda Bagnoli. Questo non lo accetteremo mai”. Greco ricorda che CONFAPI, realtà che tutela oltre 140 aziende del territorio, ha già presentato alle Istituzioni un articolato “Progetto per Taranto”, con iniziative rivolte a più settori produttivi per ridurre la dipendenza dalla siderurgia.
Il nodo tecnologico, aggiunge, era noto da tempo: “Lo stabilimento non poteva continuare a produrre utilizzando tecnologie obsolete ed impianti datati. Avevamo auspicato la continuità dell’area a caldo precisando che ciò doveva avvenire con l’utilizzo di forni elettrici e con la fornitura del gas necessario grazie ad una nave metaniera da collocare ad oltre due miglia dalla costa”.
Ora, però, la domanda è una sola: cosa succederà? “Taranto e i tarantini aspettano che vengano mantenute le promesse da parte del Governo. In questo momento non possiamo che ribadire che occorre una task force di tecnici rappresentata da un commissario per Taranto. Non sappiamo cosa sarà stabilito, ma speriamo che qualunque decisione verrà presa sia caratterizzata da quello che fino ad oggi è mancato: il coraggio.”