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L’ennesima aggressione avvenuta in città riaccende un allarme che non può più essere ignorato.

Un giovane accoltellato da più persone, a pochi giorni da un altro grave episodio di sangue, conferma che Taranto sta vivendo una deriva che richiede una risposta immediata e coordinata delle istituzioni. Non è più tempo di minimizzare.
L’ultimo episodio di violenza, con un giovane ferito a coltellate, impone una riflessione profonda sulla sicurezza a Taranto. Le motivazioni e la dinamica sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma un dato è chiaro: “Non possiamo continuare a considerare questi fatti come episodi isolati”, afferma Alessio Laneve, rappresentante del gruppo territoriale M5S Taranto.
A distanza di pochissimo tempo da un altro grave fatto di sangue che aveva coinvolto anche minorenni, la città si ritrova nuovamente a fare i conti con un’aggressione brutale. “Quanto dobbiamo ancora aspettare prima che si intervenga in maniera concreta?”, domanda Laneve, sottolineando che indignarsi non basta più.
“La politica e le istituzioni hanno il dovere di prevenire, controllare e intervenire prima che la violenza diventi normalità”. Per il rappresentante M5S, la sicurezza non è solo un tema di ordine pubblico, ma anche un problema sociale: disagio giovanile, mancanza di punti di riferimento, aggressività crescente, facilità con cui si arriva allo scontro fisico.
Da qui la richiesta di una strategia chiara: “Serve rafforzare i controlli nelle aree frequentate dai giovani, garantire una presenza più incisiva delle forze dell’ordine e costruire un vero piano di prevenzione del disagio giovanile”. Laneve chiede inoltre che Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, scuole e servizi sociali lavorino insieme, senza rimpalli di responsabilità.
“Taranto non può diventare una città in cui i genitori hanno paura quando i figli escono di casa”, avverte. E aggiunge: “Non possiamo accettare che un’aggressione con un coltello venga archiviata come una semplice notizia di cronaca destinata a essere dimenticata”.
La sicurezza, insiste Laneve, “non è un tema di destra o di sinistra: è un diritto”. Per questo chiede alle istituzioni di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità: “Taranto ha bisogno di risposte, non di promesse. Ha bisogno di prevenzione, non solo di interventi dopo le tragedie. Ha bisogno di sicurezza, legalità e presenza dello Stato sul territorio”.

“Il tempo delle sole parole è finito”, conclude.

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