CRONACHE TARANTINE
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I lavoratori chiedono Palazzo Chigi e lo stop ai licenziamenti.
La vertenza ex Ilva torna a infiammare le strade di Taranto. Questa mattina i lavoratori dell’indotto, insieme ai rappresentanti sindacali, hanno dato vita a una nuova e dura mobilitazione che ha raggiunto il cuore della città. Il corteo, partito dalle aree industriali, ha attraversato il centro fino a fermarsi davanti al Municipio, dove è in corso un sit‑in permanente.
La tensione è salita quando un gruppo di manifestanti ha bloccato per alcuni minuti il ponte girevole, simbolo della città e snodo cruciale della viabilità. Un gesto dimostrativo, volto a richiamare l’attenzione sulle condizioni di migliaia di famiglie che vivono nell’incertezza più totale.
Una delegazione ha chiesto di incontrare il sindaco Piero Bitetti, chiedendo un intervento immediato e una presa di posizione chiara. Le sigle sindacali hanno ribadito che la misura è colma: serve una convocazione urgente a Palazzo Chigi e un provvedimento che congeli i licenziamenti, altrimenti la mobilitazione proseguirà senza sosta.
“Abbiamo bisogno di un confronto vero – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – non solo su ciò che accadrà dopo la chiusura dell’area a caldo, ma su come garantire un futuro ai dipendenti diretti, a quelli di Ilva in Amministrazione Straordinaria e a tutto l’appalto, che oggi non hanno alcuna prospettiva”.
La protesta mette in luce un punto che i sindacati ripetono da settimane: la produzione è ferma, ma la vita delle persone no. “Il nostro compito – sottolineano – è difendere non un impianto ormai spento, ma il destino di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie”.
La giornata segna un nuovo passaggio nella vertenza, con la città che torna a farsi sentire e a chiedere risposte immediate. La richiesta è una sola: riaprire il tavolo nazionale e costruire un percorso che non lasci indietro nessuno.