CRONACHE TARANTINE
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Ospedale fermo.
Il nuovo ospedale San Cataldo è lì, imponente e silenzioso. Una struttura completata nella sua parte principale, ma destinata a restare chiusa ancora per anni. E ogni giorno che passa, la bolletta dell’attesa cresce.
Secondo le stime più recenti, mantenere in vita il complesso sanitario costa oltre 4mila euro al giorno: energia, impianti, manutenzioni, apparecchiature che devono restare attive anche senza ricoveri. Un milione e mezzo all’anno che vola via mentre il cronoprogramma continua a slittare. L’apertura, inizialmente prevista per il 2025, è stata rinviata più volte: prima al 2026, poi al 2027, ora al primo trimestre del 2028.
Una sequenza di date annunciate e superate che pesa sulle casse pubbliche e sulla credibilità delle istituzioni. La parte strutturale è pronta, ma mancano collaudi, forniture, autorizzazioni e soprattutto l’organizzazione dei reparti da trasferire. Ogni rinvio aggiunge costi e alimenta la frustrazione di un territorio che attende da anni un ospedale moderno e funzionante.
Se la spesa annuale resterà invariata, altri milioni verranno bruciati prima che il primo paziente varchi la soglia. Il paradosso è evidente: un ospedale nuovo che consuma come se fosse aperto, ma che non cura nessuno. E Taranto resta sospesa, tra promesse di accelerazioni e una realtà che continua a rallentare.