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La replica a BrindisiReport e al dibattito sugli scali pugliesi. Il presidente Walter Fischetti pubblica il Piano di Sviluppo al 2030: previste rotte di linea e charter per 39mila passeggeri. "Non è campanilismo, è programmazione".


Grottaglie non deve inventarsi una vocazione passeggeri, ce l'ha già sulla carta. Lo sostiene il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie in una nota diffusa oggi 16 settembre.
Il riferimento è lo Stralcio del Piano di Sviluppo Aeroportuale dell'Arlotta al 2030, sottoposto a procedura ambientale e inserito nella documentazione ufficiale dello scalo. Alla voce "Traffico commerciale passeggeri" il documento prevede:

- due collegamenti di linea bisettimanali con regionali da 50 a 100 posti
- circa 29.000 passeggeri annui da voli di linea
- ulteriori 9.600 da charter estivi
- complessivamente 39.000 passeggeri e 480 movimenti al 2030

"Dopo 23 anni di gestione a senso unico su Bari e Brindisi - scrive il Comitato - la questione non è se l'Arlotta possa avere passeggeri. La componente è già dentro la programmazione futura. ENAC continua a indicare Grottaglie come infrastruttura strategica nazionale".
Il vero tema, quindi, è perché non si attua ciò che è già programmato. Si può discutere di destinazioni, frequenze, aeromobili e sostenibilità, ma non far passare l'idea che sia una fantasia del Comitato.
C'è di più: Grottaglie rientra nel perimetro degli scali di continuità territoriale, come ricordato anche in sede regionale. Per questo il Comitato chiede di affrontare il procedimento di continuità ancora aperto per garantire collegamenti stabili con i principali centri nazionali.
“Altro che collegamenti unidirezionali verso Brindisi. Una cosa è l'integrazione ferroviaria, altra è pensare che la soluzione per Taranto sia portare i suoi cittadini a Brindisi per prendere un aereo. Questa si chiama sottomissione economica di Taranto a Brindisi".
La proposta è Brindisi e Grottaglie, non Brindisi o Grottaglie, ciascuno con bacino e funzione. Taranto come Brindisi deve poter raggiungere l'altro scalo quando serve. Il futuro collegamento ferroviario diretto con l'Arlotta lo trasformerà in nodo intermodale per Puglia ionica, Basilicata orientale e Nord Calabria.
“Taranto non chiede di togliere passeggeri a Brindisi. Chiede di poter avere i propri e partire dal proprio aeroporto. La programmazione non si discute: si attua".

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