CRONACHE TARANTINE
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La Suprema Corte anticipa di anni il verdetto che tutti attendevano nel 2029. Governo al lavoro su decreto: crediti alle imprese, piano investimenti e ZES green.
Taranto, la partita ex Ilva cambia velocità e la cambia la Cassazione.
Quando nessuno se lo aspettava, le Sezioni Unite hanno calendarizzato per il 20 ottobre l'udienza sul ricorso straordinario di Ilva in Amministrazione Straordinaria e Acciaierie d'Italia contro lo stop imposto da Milano all'area a caldo. Doveva essere una causa da tre-quattro anni, sarà una sentenza in trenta giorni. Al centro: chi doveva decidere, il tribunale civile di Milano che ha ordinato la fermata entro il 25 ottobre o il TAR?
L'annuncio è arrivato mentre a Palazzo Chigi era in corso il confronto con Fim, Fiom, Uilm, Usb e Federmanager, presenti Mantovano, Calderone, Urso e in video Giorgetti. Un'accelerazione che ha spinto Aigi e Confapi a congelare subito le procedure: 2.500 esuberi già annunciati da 28 aziende più altri 1.700 in bilico, ora sospesi.
Il decreto Ilva atteso ieri in Consiglio dei ministri non è arrivato: il pacchetto va limato. Prima un vertice tecnico al Lavoro domani, poi nuova plenaria a Chigi la prossima settimana, poi il Cdm.
Il Governo però ha tracciato la rotta. Mantovano: acciaio primario che resta a Taranto, ma green con elettrici e preridotto DRI, gara di vendita che va avanti, risorse per la decarbonizzazione già a disposizione e integrabili.
Calderone ha illustrato l'ammortizzatore per l'appalto: cassa in deroga dal 1 ottobre al 31 dicembre, con estensione coperta fino a febbraio 2027 per non lasciare buchi. Allineata al 70% anche la copertura per Ilva AS e AdI, ma con paletti: i cassintegrati saranno presi in carico, profilati e formati, se rifiutano un'occupazione congrua scatta una sanzione ma non perdono il sostegno.
Per favorire le assunzioni stabili dal bacino, decontribuzione totale per 24 mesi fino a 8.500 euro e bonus da 20.000 euro spalmato in due tranche, vincolato a quattro anni di mantenimento del posto.
Niente scorciatoie sulle pensioni: "Verifiche tecniche in corso su usuranti e compatibilità, se ne riparlerà con la manovra", ha detto la ministra.
Urso ha aggiunto altri due tasselli: sblocco dei crediti dell'indotto e regia unica sugli investimenti. Il Mimit raccoglierà le manifestazioni d'interesse già arrivate e le nuove, le tradurrà in un piano industriale per Taranto sul modello Brindisi e affiderà l'attuazione a un commissario straordinario. In più, area di accelerazione per tecnologie net-zero: corsia prioritaria, interesse pubblico prevalente e commissario ZES come sportello unico autorizzativo.
Da Federmanager il commento del presidente Valter Quercioli: "Udire in Cassazione il 20 ottobre è utile, ora quel tempo va speso per dare gambe al piano. Bene la conferma di Taranto come polo primario, ma servono responsabilità chiare, tempi certi e il coinvolgimento dei quadri che conoscono gli impianti".