CRONACHE TARANTINE
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La Marina Militare avrebbe perso la propria autonomia nelle operazioni di messa in bacino delle unità navali dell’Arsenale di Taranto, trovandosi sempre più dipendente dal settore privato.
A denunciarlo è la CISL FP Taranto Brindisi che, attraverso una lettera aperta indirizzata ai vertici della Forza Armata e del Ministero della Difesa, torna a chiedere interventi urgenti per scongiurare quello che il sindacato definisce un progressivo smantellamento delle capacità operative interne.
Secondo la CISL FP, la principale criticità riguarda la carenza di personale tecnico, in particolare dei profili nautici. Attualmente sarebbero in servizio soltanto 20 Assistenti Nautici rispetto ai 50 previsti dalla dotazione organica.
«A rendere questo scenario ancora più critico è il comportamento degli organi centrali – dichiara Umberto Renna, segretario territoriale della CISL FP Taranto Brindisi –. Nonostante le continue denunce, non meno di due anni fa, per motivi di servizio, è stato addirittura autorizzato il trasferimento di tre Assistenti Nautici dall’Arsenale verso altri comandi».
Il sindacato richiama inoltre l’esito del concorso 2024 per l’Arsenale di Taranto, conclusosi con 145 assunzioni a fronte di 315 posti messi a bando. Per quanto riguarda il settore nautico, sarebbero entrati in servizio soltanto sei Assistenti Tecnici Nautici rispetto ai quindici previsti.
La CISL FP evidenzia anche il mancato riscontro alle dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, che in risposta a interrogazioni parlamentari aveva assicurato la destinazione all’Arsenale di Taranto di un adeguato numero di vincitori delle procedure di reclutamento nazionali per personale tecnico e funzionari civili della Difesa.
«Già nel confronto del 7 settembre con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare avevamo lanciato un forte appello per mantenere in house manutenzioni e lavorazioni, avvertendo che senza il personale civile la flotta rischia di fermarsi – prosegue Renna –. Alla luce di questa continua perdita di risorse e competenze, sorge oggi il sospetto che il disegno strategico sia quello di uno smantellamento delle capacità interne».
Duro anche il passaggio sulle possibili esternalizzazioni dei servizi: «La politica non avrà mai il coraggio di dichiarare apertamente un processo di esternalizzazione. Si preferisce lasciare che il servizio pubblico perda progressivamente capacità di risposta, trasformando le sue carenze in un’opportunità per le lobby del settore. Ma noi non rimarremo in silenzio. La città non rimarrà in silenzio».
Da qui l’appello finale del sindacato.
«Invertire subito la rotta è l’unica via per evitare lo smantellamento delle capacità interne. Serve un intervento non più rinviabile per restituire all’Arsenale e alla Marina Militare autonomia, risorse e dignità necessarie», conclude Renna.