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Tra memoria e futuro. 

Ci sono luoghi che i tarantini non smettono mai di sentire propri. Strutture diverse per storia e vocazione, ma accomunate da un legame profondo con la città. Palazzo Frisini e il Gambero rappresentano due pezzi di memoria collettiva che oggi guardano a un possibile riscatto.
Da una parte c'è Palazzo Frisini, il maestoso edificio di via Mazzini che per generazioni ha accompagnato la crescita della città. Nato come brefotrofio e successivamente utilizzato come sede scolastica, il palazzo è rimasto per anni in stato di abbandono, trasformandosi in una delle ferite più evidenti del patrimonio urbano tarantino. Oggi, però, il suo destino torna a far discutere grazie al progetto di riqualificazione che punta a trasformarlo in una moderna residenza universitaria.
Proprio a questo tema è dedicato il convegno “Palazzo Frisini: dal degrado alla riqualificazione", in programma oggi, 21 settembre, alle 17, all'Auditorium Calliope del Parco della Musica. Un appuntamento promosso da Italia Nostra, con il patrocinio del Comune di Taranto, che vedrà confrontarsi archeologi, architetti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni sul futuro di uno degli edifici storici più significativi della città.


Dall'altra parte c'è il Gambero, altro luogo del cuore dei tarantini. Affacciato su Porta Napoli, da oltre un decennio vive una condizione di degrado che stride con il valore simbolico che ha rappresentato per intere generazioni. Dal suo terrazzo lo sguardo abbracciava un panorama unico e mozzafiato: il Ponte di Pietra, il Mar Piccolo e il Mar Grande che sembravano rincorrersi all'orizzonte, regalando uno degli scorci più suggestivi di Taranto. C'era chi raggiungeva quel locale appositamente per un pranzo in famiglia, una cena tra amici o semplicemente per concedersi il privilegio di ammirare il tramonto mentre il sole si spegneva lentamente sulle acque dei due mari.
Eppure anche per questa struttura si intravede uno spiraglio. L'ipotesi che sta prendendo forma è quella di un possibile insediamento del Politecnico, un progetto ancora preliminare ma capace di alimentare speranze e prospettive per il recupero di un luogo profondamente radicato nella memoria collettiva cittadina.
Percorsi differenti, ma stesso obiettivo: restituire vita a due luoghi che appartengono all'identità della città. Palazzo Frisini e il Gambero raccontano storie diverse, nessuna più importante dell'altra. Entrambi custodiscono ricordi, emozioni e un patrimonio affettivo che i tarantini continuano a difendere. Perché il futuro di una città passa anche dalla capacità di ridare voce ai luoghi che ne hanno scritto la storia.
Abbiamo girato la domanda su ambedue le strutture all’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Petronelli. Ecco la nostra intervista.

Doppio intervento strategico per la rigenerazione urbana di Taranto. Al centro i progetti per l'ex ristorante Al Gambero a Porta Napoli e per Palazzo Frisini sul Borgo, entrambi pensati in chiave universitaria e infrastrutturale.

“Per quanto riguarda l'ex Gambero, l'ipotesi principale prevede l'insediamento del Politecnico all'interno della struttura di Porta Napoli. Al di là della destinazione finale, la riqualificazione permette di recuperare un immobile simbolo e di sottrarlo all'incuria, contribuendo alla valorizzazione di un'area che è un importante punto di accesso alla città. Miglioriamo l'immagine, la sicurezza dell'intero quartiere e consolidiamo la presenza accademica a Taranto, offrendo nuovi spazi ai giovani e attraendo investimenti legati alla cultura e alla formazione. La possibilità di utilizzare l'articolo 34 del Codice della Navigazione dimostra come Comune, Politecnico e Capitaneria possano cooperare per scopi collettivi con strumenti normativi snelli, senza perdere la proprietà demaniale del bene. Inoltre, Porta Napoli è al centro dello sviluppo del Bus Rapid Transit, la rete di trasporto pubblico elettrica su corsie preferenziali: l'accessibilità al futuro polo sarà più agevole e sostenibile”.

Sul fronte di Palazzo Frisini, l'Assessore sottolinea la visione d'insieme: “Il recupero di Palazzo Frisini non è un intervento isolato, ma si inserisce in modo strategico e baricentrico nel più ampio piano di rigenerazione urbana e infrastrutturale della città. Il palazzo sorge su via Mazzini, asse chiave che connette il Borgo ai quartieri Tre Carrare-Battisti, e sarà direttamente servito dalle nuove linee del BRT. Questo permetterà agli studenti di raggiungere rapidamente le sedi periferiche come il polo scientifico di Paolo VI o la stazione, senza auto. In linea con il PUMS, il progetto prevede anche un parcheggio coperto per le biciclette nella corte interna, per favorire l'integrazione con la futura rete ciclabile”.

E ancora sulla connessione con l'università e la città: “Palazzo Frisini risponde all'espansione dell'offerta formativa. Dista appena 800 metri dalla nuova Facoltà di Medicina all'ex Banca d'Italia e diventa lo studentato naturale per quella popolazione in crescita, a 600 metri dall'Ospedale Santissima Annunziata per la triade alloggio-lezioni-tirocinio, e a circa 1.700 metri dai poli universitari della Città Vecchia. Non è solo uno studentato. Con la caffetteria, l'emeroteca, le sale eventi e la terrazza urbana in copertura, il piano terra dialogherà con il Mercato Fadini, con il multisala Savoia e con la nuova Città della Musica, rimanendo aperto a tutta la cittadinanza. Agisce sia sulla domanda, trattenendo i giovani e riducendo quel flusso migratorio studentesco che oggi tocca il 90%, sia sull'offerta, restituendo un contenitore monumentale, ecocompatibile e connesso con trasporto rapido alle funzioni vitali della città”. 
Due progetti che, nelle intenzioni dell'Amministrazione, legano rigenerazione edilizia, mobilità sostenibile e diritto allo studio. Ogni aggiornamento su queste due importanti sfide di rinascita urbana sarà seguito con attenzione e raccontato ai nostri lettori.

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