CRONACHE TARANTINE
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Il consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio: "Servono certezze sui percorsi di riqualificazione. Non è possibile che a distanza di otto anni i corsi non siano ancora partiti.
Il ministero del Lavoro è già impegnato a definire la proroga dell’Indennità di Mancato Avviamento (Ima) per i 307 portuali – da anni senza lavoro dopo l’uscita di Evergreen e il mancato inserimento nel nuovo concessionario Yilport – ma la Regione Puglia non può più continuare a rinviare i propri compiti sulle politiche attive del lavoro".
Lo afferma in una nota Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia.
"Servono certezze sui percorsi di riqualificazione dei lavoratori e una strategia vera per il loro reinserimento produttivo", prosegue Perrini.
“Il Governo e il ministero, grazie anche all'azione di raccordo con il deputato Dario Iaia, responsabile del Cis, sono impegnati nel garantire la necessaria tutela in vista della scadenza del 31 dicembre dell’Agenzia e dell’Ima. Ma la sola misura assistenziale non rappresenta una soluzione strutturale. Il continuo slittamento dell'avvio dei corsi regionali rischia infatti di vanificare gli obiettivi di ricollocazione professionale, lasciando gli addetti in un perenne stato di incertezza".
Con un'interrogazione, Perrini chiede alla Giunta regionale di fare luce sullo stato dell'iter amministrativo, indicando le date effettive di avvio e conclusione delle attività formativo-riqualificanti e le risorse finanziarie stanziate.
“Non è possibile che a distanza di otto anni questi corsi non siano ancora partiti. Servono inoltre chiarimenti anche sui soggetti attuatori, sui contenuti dei corsi e sulle qualifiche che verranno erogate, affinché le nuove competenze siano strettamente collegate ai progetti di sviluppo del porto di Taranto e della logistica territoriale.
Infine – conclude – chiedo alla Regione di attivare un tavolo di coordinamento con il ministero del Lavoro, l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, le organizzazioni sindacali e le imprese locali. L'obiettivo è definire un cronoprogramma certo e verificabile che permetta ai 307 lavoratori di farsi trovare pronti al reingresso nel mondo del lavoro prima della scadenza delle tutele governative".