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Il Mar Piccolo torna al centro della scena pubblica non come luogo da descrivere, ma come sistema territoriale complesso da comprendere e governare in modo integrato.


Da marzo a giugno scorsi istituzioni, ricercatori, associazioni, operatori economici e cittadini hanno preso parte al percorso partecipativo 'Nuovi approcci partecipativi per la tutela e la valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto', promosso dal Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro', finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito di #PugliaPartecipa e coordinato scientificamente dalla prof.ssa Maria Casola.
La Raccomandazione Finale è stata presentata al Castello Aragonese nell’ambito della 'Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026', durante l’incontro 'Ricerca, partecipazione e impatto sul territorio. Il Mar Piccolo come laboratorio di conoscenza e decisione pubblica'.
La restituzione scientifica ha ricostruito il disegno del processo, i dati, le criticità affrontate, i risultati e il seguito istituzionale, distinguendo gli effetti già documentabili da quelli che richiedono una verifica nel tempo.
Il dato di partenza non è la scarsità di progetti, risorse o competenze, ma la loro densità e interdipendenza. Parco Naturale Regionale, bonifiche e SIN, programmi del Just Transition Fund, Green Belt, SEA HUB, interventi commissariali, attività produttive, patrimonio e accessibilità insistono sullo stesso territorio e richiedono strumenti capaci di ricomporre informazioni, tempi, responsabilità e sedi decisionali in un quadro comprensibile e verificabile.
Il percorso è stato costruito come una progressione metodologica: quadro conoscitivo, informazione tecnico-istituzionale, analisi partecipata, formulazione delle proposte, consultazione finale e follow-up. Sono stati utilizzati strumenti differenti – tra cui Evidence Planning, People and Connection Map, mappatura civica, materiali tecnico-scientifici e tavoli facilitati – per far emergere criticità, proposte, convergenze e divergenze senza trasformare la ricorrenza di un tema in una presunta unanimità.
La Raccomandazione contiene venti proposte organizzate in cinque assi strategici e individua sei priorità per il primo triennio: rendere pienamente operativo il Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo; rafforzare il coordinamento tra programmi, investimenti e strumenti di pianificazione; costruire un sistema integrato di conoscenza, monitoraggio e supporto alle decisioni; rendere strutturali partecipazione, trasparenza e monitoraggio civico; assumere la qualità ambientale come riferimento strategico delle politiche territoriali; accompagnare la transizione economica e produttiva del territorio.
Le Raccomandazioni non sono la trascrizione letterale dei laboratori. I contributi sono stati documentati nei report, aggregati per temi, sottoposti a verifica documentale e tecnico-giuridica, ricondotti alle competenze istituzionali e trasformati in proposte operative. La bozza è stata quindi condivisa via e-mail con tutti i partecipanti al percorso e le osservazioni pervenute sono state utilizzate per verificare, correggere e integrare il testo prima della trasmissione ai decisori.
Tra i temi centrali figurano la piena operatività del Parco e il coordinamento tra strumenti di pianificazione; la qualità delle acque e degli ecosistemi; la sostenibilità della mitilicoltura; legalità, regole e praticabilità dei percorsi di regolarità; accesso ai dati e supporto tecnico-scientifico alle decisioni; transizione delle imprese; coinvolgimento dei giovani; Comunità Patrimoniale; cura e accessibilità dei beni comuni. Il percorso ha inoltre dedicato un tavolo specifico al sistema produttivo per affrontare il rapporto tra bonifiche, dati ambientali, semplificazioni, strumenti finanziari e rilancio d’impresa.
La comunità scientifica è chiamata a svolgere un ruolo stabile di supporto alla governance attraverso conoscenza, monitoraggio e valutazione, senza sostituirsi alle responsabilità amministrative e decisionali delle istituzioni competenti. In questa prospettiva, il ruolo dell’Università è stato quello di mettere in relazione saperi scientifici, amministrativi, professionali e territoriali e di rendere tracciabile il passaggio dai contributi dei partecipanti alle Raccomandazioni e, ora, al loro seguito.
Il follow-up istituzionale è già iniziato. Con il Decreto n. 48 del 4 settembre 2026, il Commissario straordinario ha preso atto della Raccomandazione Finale e della Relazione scientifica, ne ha recepito gli indirizzi nei limiti delle proprie competenze e ha assunto l’impegno a partecipare alle verifiche annuali e ai report di follow-up. Anche il Comune di Taranto e il Comune di San Giorgio Ionico sono coinvolti nella fase di riscontro e nel confronto pubblico sul seguito delle Raccomandazioni.
La legge regionale sulla partecipazione richiede alle autorità deliberanti di tenere conto del Documento di proposta partecipata nei provvedimenti di propria competenza e di dare conto dell’accoglimento, anche parziale, delle proposte o delle ragioni dell’eventuale scostamento. La Raccomandazione chiede inoltre ai soggetti pubblici destinatari un primo riscontro pubblico entro sei mesi, quale strumento di trasparenza e continuità tra partecipazione, decisione e monitoraggio.
La restituzione ha evidenziato effetti già documentabili sul piano conoscitivo, relazionale e istituzionale: un quadro più integrato delle trasformazioni, relazioni più strutturate tra soggetti diversi e l’avvio di risposte formali. Resta invece da verificare nel tempo quanto questi esiti si traducano in atti, programmi, cambiamenti organizzativi e risultati territoriali.
«La Notte dei Ricercatori è anche l’occasione per rendere visibile il metodo che sta dietro un percorso partecipativo. Non ci siamo limitati a raccogliere opinioni: abbiamo costruito una sequenza verificabile tra informazione, confronto, documentazione dei contributi, analisi tematica, verifica tecnico-giuridica, individuazione delle competenze e formulazione delle Raccomandazioni. Questo ci ha consentito di distinguere ciò che emergeva dai partecipanti dalla successiva elaborazione scientifica e di mantenere visibili anche divergenze e limiti del processo. – ha dichiarato la prof.ssa Maria Casola, referente scientifica del percorso –. La partecipazione non sostituisce la decisione pubblica, ma può renderla più informata, trasparente e verificabile quando esistono riscontro e follow-up. Per l’Università significa svolgere una funzione di raccordo tra ricerca, istituzioni, operatori e comunità senza sostituirsi ai decisori. Ringrazio i partecipanti, le istituzioni, i ricercatori, le associazioni e gli operatori che hanno messo a disposizione conoscenze e punti di vista differenti. Ora la ricerca continua: il passaggio successivo sarà verificare quanto le Raccomandazioni entrino negli atti, nei programmi e nei cambiamenti concreti del territorio».
«Desidero esprimere il mio più profondo e sentito ringraziamento alla professoressa Maria Casola – ha dichiarato il Commissario straordinario Vito Felice Uricchio – per lo straordinario lavoro di coordinamento svolto nell'ambito del percorso denominato 'Nuovi approcci partecipativi per la tutela e la valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto'. La sua sapiente guida scientifica ha permesso di declinare un'efficace e virtuosa governance territoriale partecipata, mettendo in campo un processo capace di armonizzare i saperi accademici, tecnici e amministrativi con le istanze più profonde della nostra comunità territoriale. L’eccellente sintesi racchiusa nella Raccomandazione Finale e nella Relazione scientifica conclusiva offre oggi un solido e ineludibile fondamento di coerenza per la nostra azione commissariale. A lei va dunque la mia più sincera gratitudine per aver promosso una partecipazione informata e una stabile co-progettazione, trasformando questo percorso in un autentico presidio di democrazia e in uno strumento imprescindibile per la rinascita del nostro prezioso ecosistema. Così come la Carta del Mar Piccolo ha mirabilmente ispirato l'intera architettura progettuale di questa Struttura Commissariale, fecondandola con innumerevoli e proficue iniziative, parimenti la citata Raccomandazione costituisce una eccellente bussola direttiva di inestimabile caratura, un vero e proprio faro concettuale e metodologico sulla cui scorta intendiamo tracciare il prosieguo del nostro cammino istituzionale. In tale direzione continueremo a lavorare con impegno al servizio di quello straordinario e impareggiabile ecosistema che è il Mar Piccolo, affinché la sua tutela e valorizzazione procedano nel solco tracciato da una visione illuminata e da una responsabilità autenticamente condivisa».
«Il Mar Piccolo è oggi al centro di una fase importante di trasformazione e valorizzazione nella quale tutela ambientale, rigenerazione urbana, attività produttive, legalità e qualità dello spazio pubblico devono essere tenute insieme. – ha dichiarato l’assessore comunale allo sviluppo economico Francesco Cosa – Come Amministrazione Comunale stiamo lavorando da tempo su più interventi, dal Green Belt al SEA HUB, dal progetto Miti di Mare alla riqualificazione del waterfront, dalle bonifiche al coordinamento del Tavolo della Mitilicoltura. Il confronto sviluppato con l’Università ci consente di leggere queste azioni dentro un quadro più unitario. Il percorso partecipativo dedicato al Mar Piccolo ha rappresentato un’esperienza concreta di buona amministrazione, fondata sulla conoscenza, sul confronto e sulla responsabilità condivisa. Un metodo fondato su valori chiari: la partecipazione, l’ascolto, la condivisione delle competenze e la responsabilità pubblica che hanno consentito di mettere in relazione istituzioni, comunità, competenze e saperi diversi, trasformando la conoscenza in scelte e indirizzi capaci di incidere concretamente sulle politiche legate al territorio. L’obiettivo è fare del Mar Piccolo uno dei luoghi simbolo della transizione di Taranto, costruendo continuità tra istituzioni, ricerca, sistema produttivo e comunità».

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