CRONACHE TARANTINE
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Bar, i dati su Taranto sono confortanti. Però preoccupa in generale la situazione per i negozi di vicinato.
Qui si inserisce, come si ricorderà, l'iniziativa di Confesercenti nazionale: una legge quadro che metta il commercio di prossimità al centro delle scelte sui territori. Quattro i pilastri: un Piano nazionale per evitare la desertificazione commerciale, Vantaggi fiscali a sostegno dei negozi esistenti e per le nuove aperture, Regole più eque rispetto ai giganti del web, Fondo dedicato e un Osservatorio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per raccogliere dati e proposte.
Le cifre diffuse dall'organizzazione parlano che, in un contesto nazionale che mostra una decisa flessione del numero dei bar, Taranto segna un +2,4% e si pone in controtendenza, insieme ad altri pochi esempi positivi nel Mezzogiorno come Benevento (+4,0%), Palermo (+2,8%) e Brindisi (+1,2%). Lo studio è stato condotto dall’ufficio economico di Confesercenti su dati Infocamere nel periodo 2019-2025, basato sul rapporto di un bar ogni mille abitanti. A livello nazionale, il Centro Italia registra il calo più drastico (intorno al -20%), seguito dal Nord-Est e dal Nord-Ovest (circa -16%). Il Sud e le Isole presentano invece una contrazione più contenuta, rispettivamente del -6,7% e -6,5%.
“Siamo lieti di riconoscere che a Taranto quella del bar sia una realtà che resiste – sostiene la presidente di Confesercenti Casaimpresa e Fiepet Taranto, Francesca Intermite in una nota diffusa alla stampa –. Questo accade in buona parte grazie alla determinazione e allo spirito di sacrificio di imprenditori che, nonostante l’aumento dei costi di gestione, continuano a investire energie per tenere aperte le proprie attività. I bar rappresentano un punto di riferimento insostituibile tra i negozi di vicinato, una fonte di lavoro per dipendenti e fornitori, ma offrono anche un contributo fondamentale in termini di sicurezza urbana: un’insegna accesa e un locale frequentato sono il miglior deterrente contro la microcriminalità. Da qui la necessità di sostenerli, sia per muovere l’economia sia per preservare la loro funzione di luoghi di socialità”.
“Se da un lato i numeri sui bar ci confortano – continua la presidente – dall’altro non possiamo ignorare i timori legati alla delicata congiuntura economica del nostro territorio, che rischia di contrarre ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie. I bar rientrano a pieno titolo in quel comparto del commercio di vicinato che, anche nel Tarantino, mostra evidenti segnali di cedimento a causa dello spopolamento urbano, della desertificazione commerciale e della mancanza di politiche di sostegno concrete”.
“Per questo motivo – conclude la nota – come Confesercenti ci rivolgiamo ai cittadini e alle istituzioni per chiedere il massimo supporto alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla nostra associazione. È uno strumento vitale per arginare la desertificazione commerciale e avviare finalmente reali processi di rigenerazione dei nostri centri urbani”.