CRONACHE TARANTINE
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Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno chiesto un incontro urgente al Ministero del Lavoro, alla Presidenza del Consiglio e ai commissari di Acciaierie d'Italia dopo l'avvio della procedura per la richiesta di cassa integrazione straordinaria.
I sindacati contestano tempi e modalità della comunicazione aziendale, ritenendo che alcune misure fossero state ipotizzate solo nell'eventualità dello stop dell'area a caldo successivo alla pronuncia della Corte di Cassazione prevista per il 20 ottobre.
Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato oggi una richiesta formale di convocazione urgente alle istituzioni e ai commissari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, a seguito della comunicazione aziendale del 29 settembre relativa all'avvio del procedimento per la richiesta di Cigs.
Secondo le organizzazioni sindacali, la nota dell'azienda anticiperebbe scenari che, negli incontri svolti nelle scorse settimane con il Ministero del Lavoro e a Palazzo Chigi, erano stati collegati all'eventuale fermata dell'area a caldo dopo la decisione della Corte di Cassazione attesa il prossimo 20 ottobre.
Nel documento, i sindacati evidenziano in particolare il riferimento dell'azienda agli effetti che potrebbero derivare dalla cessazione dell'esercizio dell'area a caldo di Taranto e alle conseguenze sull'intero ciclo produttivo. Acciaierie d'Italia prospetterebbe infatti una modifica strutturale degli assetti produttivi, con ripercussioni sulle attività a valle e sulle funzioni di supporto collegate.
Le organizzazioni dei metalmeccanici sottolineano inoltre che l'azienda avrebbe indicato, come numero massimo di lavoratori interessati, l'intero stabilimento di Salerno, ipotizzando un effetto a catena conseguente a un eventuale blocco produttivo di Taranto.
Nella lettera viene inoltre richiamata la questione del pagamento diretto della cassa integrazione da parte dell'Inps, misura che, secondo i sindacati, sarebbe ancora oggetto di discussione nel decreto che il Governo dovrebbe adottare per gestire una possibile fase emergenziale.
Per queste ragioni Fim, Fiom e Uilm chiedono una convocazione immediata per chiarire il quadro industriale e occupazionale e per discutere le misure che potrebbero interessare i lavoratori degli stabilimenti del gruppo.