CRONACHE TARANTINE
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Soltanto l'altro ieri il confronto ad alta tensione, a Palazzo di città, fra il sindaco Bitetti e i rappresentanti sindacali sulla spinosa vicenda di Kyma Ambiente, che ora arriva una lettera di Uiltrasporti, a firma del segretario generale Carmelo Sasso, indirizzata proprio al primo cittadino.
Una lettera che non stempera certo il 'conflitto' tra sindacati e Comune.
Nella lettera, in sintesi, la sigla chiede a Bitetti chiarimenti sulla nomina dell'ing.Gaetano Nacci ad Amministratore unico di Kyma Ambiente (di luglio scorso), sui suoi molteplici incarichi e di valutare la revoca della nomina stessa, parlando anche di possibili - seppur non certificati - incoferibilità, incompatibilità e conflitto d'interessi.
Su cosa si basano le riflessioni di Uiltrasporti? Intanto, traggono origine "dalle informazioni e dalla documentazione rese disponibili nell’ambito delle segnalazioni presentate all’Autorità Nazionale Anticorruzione dal consigliere comunale Luca Lazzaro" a settembre.
"Dalle informazioni di dominio pubblico e dalla documentazione richiamata nelle segnalazioni emergono plurimi profili di attenzione - prosegue Sasso -. Alla data della nomina, l’ing. Nacci risultava già titolare della carica di Amministratore unico di AMIU S.p.A., con sede a Trani".
Inoltre, dalla stessa documentazione e dal curriculum vitae "risultavano la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di SEMATAF S.r.l. e quella di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Industria Riciclaggio Gomma S.r.l. – IRIGOM S.r.l., oltre che di SMOCO srl, tutte indicate nel curriculum come appartenenti al Gruppo EcoEridania S.p.A. e operanti in ambiti riconducibili al settore dei rifiuti. Il curriculum riportava altresì ulteriori incarichi, tra cui quelli presso Servizi Colleferro S.C.p.A.".
Secondo le informazioni pubblicate sul sito istituzionale del Gruppo EcoEridania e richiamate nella documentazione disponibile, la società BioSud S.r.l. sarebbe entrata a far parte del gruppo nel 2015 e EcoEridania ne deterrebbe una partecipazione pari al 68%. La stessa fonte descrive come attività la gestione di un impianto di incenerimento a Lecce, destinato alla termovalorizzazione di rifiuti speciali di origine sanitaria, spiega l'esponente sindacale.
Kyma Ambiente dispone, a sua volta, di un impianto di termovalorizzazione nel territorio di Taranto, il cui futuro industriale, la riqualificazione, la valorizzazione e le eventuali modalità di gestione possono richiedere decisioni strategiche, tecniche, economiche e contrattuali di competenza dell’organo amministrativo oltre a rappresentare l’unica via di uscita da una crisi economico finanziaria disastrosa, osserva Sasso, che aggiunge: "Questo aspetto assume ancora maggior valore alla luce delle due manifestazioni di interesse relative a due diversi progetti di finanza mirati alla ri-messa in esercizio dell’impianto di termovalorizzazione di proprietà i che potrebbero rappresentare l’unica via di reperimento di economie da utilizzare nell’auspicato ed indispensabile risanamento aziendale".
Inoltre, sotto il profilo strettamente civilistico, la simultanea titolarità di cariche gestionali in società pubbliche e private operanti nel medesimo macro-settore industriale imporrebbe una rigorosa verifica circa il rispetto del divieto di concorrenza. In questo caso, la presenza contemporanea dell'ing. Nacci al vertice di società del settore privato appartenenti al gruppo EcoEridania (il quale gestisce un impianto di termovalorizzazione/incenerimento a Lecce tramite BioSud S.r.l.) e al vertice di Kyma Ambiente S.p.A. (proprietaria dell'impianto di termovalorizzazione di Taranto) potrebbe configurare un evidente rischio di sovrapposizione di mercato, è l'opinione di Sasso, il quale commenta: "La concentrazione di funzioni decisionali e strategiche in capo alla medesima persona fisica in contesti potenzialmente concorrenziali solleva dubbi sostanziali circa la piena tutela degli interessi patrimoniali e industriali di Kyma Ambiente".
Il sindacato specifica che, al momento, non può affermarsi che ci siano cause di incompatibilità e di conflitto d'interessi, però "si rende necessario che il Comune di Taranto espliciti le verifiche effettuate e metta a disposizione la relativa documentazione". Quindi, è lecito chiedere all'Amministrazione comunale di fornire risposte per diradare qualunque dubbio sull'effettiva congruità della nomina di Nacci.
"In mancanza di riscontro, ovvero in caso di risposta priva della documentazione richiesta o non adeguata rispetto ai profili evidenziati, ci si riserva di promuovere ulteriori iniziative" conclude Sasso, che chiede di prendere in considerazione "l’ipotesi di revocare il mandato" all'ing. Nacci, consapevole che "il Sindaco saprà sicuramente individuare e selezionare un’altra figura altrettanto preparata, autorevole e adeguata alla sfida davvero ardua del risanamento di Kyma Ambiente essendo peraltro Taranto da anni fucina di Ingegneri Ambientali come sede distaccata del Politecnico di Bari".