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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

La Cisl Fp Taranto Brindisi contesta i piani assunzionali 2026 della sanità pugliese approvati dalla Regione.

Secondo il segretario generale Giuseppe Lacorte, dietro gli annunci e i toni celebrativi emergono criticità significative: carenze strutturali di personale, incertezze sulle stabilizzazioni, dubbi sui concorsi regionali e un numero insufficiente di assunzioni nel comparto sanitario.
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La Cisl Fp Taranto Brindisi boccia i toni definiti «eccessivamente trionfalistici» con cui una parte politica ha accolto l'approvazione dei piani assunzionali 2026 per la sanità pugliese. Secondo il segretario generale Giuseppe Lacorte, un'analisi approfondita dei provvedimenti, ancora in attesa delle formalizzazioni definitive, restituisce un quadro ben diverso da quello rappresentato pubblicamente.
Nel dettaglio, il sindacato evidenzia una forte sproporzione nella distribuzione dei posti autorizzati e finanziati dal Fondo sanitario nazionale. Dei 753 posti previsti per l'intera regione, ben 480 riguarderebbero la dirigenza medica, mentre soltanto 42 sarebbero destinati agli infermieri e 19 agli operatori socio-sanitari.
Per Lacorte, la previsione di un numero così elevato di medici rischia di rimanere in larga parte sulla carta. I tempi tecnici necessari per le procedure di assunzione e la cronica carenza di specialisti disponibili renderebbero infatti difficile l'effettiva copertura dei posti entro il 2026. Da qui il timore che il piano possa tradursi, nei fatti, in un risparmio di spesa piuttosto che in un reale potenziamento degli organici.
Il segretario della Cisl Fp richiama inoltre la situazione quotidiana vissuta nelle strutture sanitarie, dove la carenza di personale del comparto, in particolare infermieri, Oss e tecnici, continua a rappresentare una delle principali emergenze.
Emblematica, secondo il sindacato, la situazione della Asl di Taranto. Per fronteggiare le gravi scoperture tra gli operatori socio-sanitari si sarebbe fatto ricorso a una sorta di «guardia interdivisionale» condivisa tra diverse unità operative, una soluzione tampone che per la Cisl Fp testimonia lo stato di sofferenza dei reparti.
Preoccupazioni riguardano anche il capitolo stabilizzazioni e i grandi concorsi unici regionali più volte annunciati, tra cui quelli per mille infermieri e mille Oss. «Ad oggi regna l'ambiguità», sostiene Lacorte, sottolineando come non sia ancora chiaro quanti vincitori saranno effettivamente assunti né con quali tempistiche.
Non meno critica la questione del personale precario. Per il sindacato, i lavoratori che matureranno i requisiti per la stabilizzazione nel corso del 2026 vengono rinviati a successive determinazioni, mentre le proroghe dei contratti a tempo determinato si fermano al 30 dicembre 2026, alimentando una situazione di forte incertezza occupazionale.
La Cisl Fp Taranto Brindisi lamenta inoltre uno scarso confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, ricordando le mancate informative sui Piani triennali dei fabbisogni di personale a livello territoriale.
Per questo il sindacato chiede una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale, come già richiesto anche dalle confederazioni.
«La sanità pubblica non si regge sugli annunci ma su organici adeguati e contratti di lavoro stabili», conclude Lacorte, ribadendo la necessità di risposte immediate sulle assunzioni programmate e sulle prospettive del sistema sanitario pugliese nel 2027.

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