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Una ordinanza sindacale nel tentativo di migliorare il decoro urbano. E' quella emessa dal Comune di Taranto, nei giorni scorsi, che disciplina le modalità di conferimento e gestione dei rifiuti per le attività commerciali, artigianali e ricreative con l'obiettivo, appunto, di tutelare il decoro urbano e l'igiene pubblica.

L'ordinanza scatta dal 4 ottobre fino al 3 novembre, quindi dovrebbe essere temporanea a quanto è dato da capire. E si rivolge, come si descrive, in particolare alle attività visibili sulla via pubblica e alle utenze non domestiche, in seguito a un aumento dei rifiuti prodotti e di criticità nella gestione della raccolta differenziata.
Oltre alla pulizia e al decoro delle attività stesse, secondo l'ordinanza i titolari e gestori delle attività devono conferire i rifiuti nei giorni e orari stabiliti dal calendario comunale, rispettando la separazione tra organico, carta/cartone, plastica/metalli, vetro e indifferenziato.
Naturalmente, così come per le utenze domestiche, è vietato conferire rifiuti fuori dagli orari stabiliti o in contenitori non idonei, così come è vietato abbandonare rifiuti vicino ai contenitori o non pulire i contenitori assegnati, evitando anche di  introdurre rifiuti liquidi, materiali accesi, oggetti taglienti non imballati o materiali pericolosi nei contenitori.
Fin qui, ordinaria amministrazione, se vogliamo. Inoltre, si parla della pulizia delle aree esterne che entro un’ora dalla chiusura, i gestori sono chiamati a rimuovere i residui di consumazione dal suolo pubblico entro 20 metri dall’ingresso dell’esercizio. Poi le attività devono mettere a disposizione appositi contenitori per la raccolta differenziata destinati ai clienti, distinti da quelli utilizzati per il conferimento alla società di raccolta.
C'è il capitolo sanzioni.  La violazione delle disposizioni comporta una multa da 200 a 500 euro e può portare alla chiusura temporanea dell’attività fino a 15 giorni. Il pagamento in misura ridotta è fissato a 400 euro.
Il limite dell'ordinanza, secondo alcuni commercianti, sta nei controlli. Perchè - sostengono - va bene da parte loro il rispetto delle regole, ma chi controlla se dopo aver ottemperato alle indicazioni e chiusa la saracinesca dell'attività qualcuno non lasci rifiuti sui marciapiedi oppure imbratti in qualche modo come, purtroppo, spesso accade per l'inciviltà di molti?  Il dubbio è lecito.

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