CRONACHE TARANTINE
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Nuovo capitolo sulla battaglia nelle aule giudiziarie sull'ex Ilva. Dopo il nuovo 'no' alla sospensiva dello stop all'area a caldo sancito dalla Corte d'Appello di Milano, ecco che il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha fornito il suo parere sull'udienza che le Sezioni Unite della Suprema Corte terranno il 20 ottobre riguardo allo stabilimento siderurgico.
Questo parere, depositato alla scadenza dei termini, è stato riportato e diffuso dall'agenzia AGI e raccomanda di accogliere alcuni punti dei ricorsi straordinari presentati da Ilva e Acciaierie d'Italia ad agosto avverso il decreto del 27 luglio della Corte d'Appello di Milano relativo alla fermata dell'area a caldo, mentre suggerisce il rigetto di altri. Gli esperti legali considerano questa una novità sostanziale.
In precedenza, il Procuratore generale della Corte d'Appello aveva respinto le istanze societarie nei suoi pareri non vincolanti. I ricorsi di Ilva e Acciaierie d’Italia presentano varie motivazioni, ma il Procuratore generale della Cassazione non condivide la contestazione sulla giurisdizione sollevata dalle due aziende. Egli afferma che la competenza del giudice civile è appropriata in questa questione, cassa quindi l’idea che la questione spetti unicamente al giudice amministrativo. Inoltre, la presenza di amianto in fabbrica viene giudicata irrilevante.
La Corte d'Appello di Milano aveva sottolineato la priorità della salute rispetto alla produzione, segnalando che l’ex Ilva rappresenta un rischio per la salute e l’ambiente a causa delle emissioni di polveri sottili e della presenza di amianto nei cowpers degli altiforni. Tuttavia, il Procuratore generale della Cassazione sostiene che l’amianto nei cowpers non comporta dispersione di fibre pericolose.
Non è stata emessa alcuna valutazione sulle emissioni; il procuratore suggerisce quindi alla Cassazione di riesaminare le prove relative all’amianto.