CRONACHE TARANTINE
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La crisi di Kyma Ambiente segna un nuovo capitolo. Stamattina, i sindacati - assieme ad almeno un centinaio di lavoratori - hanno tenuto una assemblea aperta per protestare ancora una volta sull'intricata vicenda che coinvolge la partecipata del Comune. E di conseguenza i lavoratori.
Intanto, le sigle hanno sperato che qualcuno li ricevesse a Palazzo di città, quantomeno per riprendere il confronto dopo l'ultimo andato a vuoto e non senza tensioni con il sindaco Bitetti. Niente, a quanto si è saputo all'interno della casa municipale non c'era nessuno in grado di riceverli.
In sintesi, secondo gli esponenti sindacali - Carmelo Sasso (Uiltrasporti), Fausto Rossetti (Fit Cisl) e Cosimo Sardelli (Fp Cgil) - la situazione resta davvero poco chiara e hanno invitato i lavoratori allo sciopero ("Ormai non c'è che altra forma di mobilitazione per far capire che non resteremo fermi", le parole di Sasso). Ma non solo. Potrebbero partire anche assemblee a scacchiera (e cioè relative alle diverse figure lavorative), che provocherebbero non pochi disagi all'azienda. "Certo, sappiamo bene che a soffrirne saranno anche i cittadini - hanno spiegato -, ma la situazione è diventata insostenibile per i dipendenti e, di conseguenza, per la città stessa".
Quel che denunciano i sindacati è la poca chiarezza dell'Amministrazione comunale. "La situazione finanziaria dell'azienda è drammatica e non vediamo come se ne possa venire fuori, al di là dell'analisi che sta preparando l'amministratore unico, l'ing.Nacci - osserva Sasso -. I numeri sono chiari, il Comune difficilmente potrà raddrizzare economicamente l'azienda e lo spettro della privatizzazione è dietro l'angolo. Tanto più - aggiunge praticamente - che ad esempio l'inceneritore è depauperato del suo valore e quindi a bilancio varrà poco".
Ma quel che ci tengono a sottolineare è un dato importante: "Vogliono privatizzare? Lo dicano chiaramente, ma noi tuteleremo i dipendenti fino in fondo". Il pericolo, è il sospetto profferito in assemblea, è che il "privato potrebbe sottoporre i dipendenti a esami medici e magari con qualche giustificazione mettere alla porta chi ritiene non utile".
Dunque, prossime mosse assemblee di settore a scacchiera e la proclamazione dello sciopero. In attesa che da Palazzo di città giunga qualche risposta.