CRONACHE TARANTINE
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E' in pratica un botta e risposta quella tra il Comune di Taranto e la Struttura Commissariale dei Giochi del Mediterraneo.
Motivo della contesa? Il diniego dell'utilizzo dell'area Hospitality al Taranto per il suo utilizzo in una sorta di cerimonia di consegna delle maglie rossoblu ai primi 100 abbonati della stagione calcistica in corso, cerimonia poi dirottata nello store Cascarano.
Partiamo dalla replica della Struttura Commissariale, a firma del coordinatore ing.Silvio Scarcelli: "In relazione al comunicato diffuso in data 7 ottobre 2026 dall’Ufficio Stampa del Comune di Taranto, relativo all’utilizzo dell’area Hospitality dello stadio 'Erasmo Iacovone', il Coordinatore della Struttura Commissariale, ing. Silvio Scarcelli, ritiene opportuno precisare quanto segue. L’area Hospitality è completamente funzionante e fruibile, sia per quanto riguarda i relativi spazi funzionali, sia per quanto riguarda gli accessi, dal varco Autorità da via Iacovone. Si precisa inoltre che le attività di cantiere attualmente in corso non interessano l’area Hospitality né i relativi accessi. Pertanto, l’eventuale utilizzo dell’area per iniziative aperte al pubblico non comporta, sotto il profilo tecnico e della sicurezza del cantiere, l’attraversamento di aree interdette o interessate dalle lavorazioni della Struttura Commissariale. Alla luce di quanto sopra, non corrisponde alla situazione dei luoghi l’affermazione secondo cui l’utilizzo dell’area Hospitality avrebbe richiesto alla Struttura Commissariale l’autorizzazione all’accesso o la predisposizione di passaggi protetti a causa delle attività di cantiere. Le eventuali autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell’iniziativa e per l’apertura dell’area al pubblico attengono, pertanto, ai soggetti titolari delle relative competenze amministrative e organizzative e non alla Struttura Commissariale per quanto concerne gli aspetti sopra richiamati. La Struttura Commissariale conferma, come sempre, la propria disponibilità a collaborare con il Comune e con tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti, nell’ambito delle rispettive competenze, affinché lo stadio 'Erasmo Iacovone' possa essere pienamente fruibile e valorizzato".
Fin qui, la replica. In sostanza, si ricorderanno un po' tutti, lo stadio per i Giochi ha funzionato praticamente al massimo delle sue potenzialità. L'area Hospitality, nella cerimonia di inaugurazione, ha persino ospitato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quello del Senato Ignazio Larussa, la premier Giorgia Meloni e vari ministri e parlamentari. Da dedurre fosse utilizzabile.
Ora, invece, com'è noto, parte dello stadio è ancora sottoposto a lavori di finitura e quindi non agibile. Giusto per la cronaca, nel bando di gara per assegnare i 7 punti ristoro dello stadio era definito che "i locali sono stati presi in carico dal Comune con verbale del 17/09/2026 e appendice del 22/09/2026, con riserva in ordine alle lavorazioni residue di finitura e completamento a cura della Struttura Commissariale per i XX Giochi del Mediterraneo. La presa in carico non costituisce attestazione di piena funzionalità impiantistica: le predisposizioni elettriche, idriche e di scarico sono verificate in sede di sopralluogo e di consegna. Il concessionario consente, previo coordinamento con il Comune, l'accesso ai locali degli operatori autorizzati per il completamento di tali lavorazioni.
Inoltre, uno dei lotti, il cosiddetto 'Bar Hospitality' (assegnato ai Ladisa) è un di 18 m², al livello 1 (quota +4,20) nell'area Hospitality della Tribuna Ovest, comprensivo della zona bar e della cucina/preparazione immediatamente retrostante; sono esclusi la sala 'Ospitalità 1001' e gli altri spazi dell'area Hospitality. Tra l'altro, sempre sul bando di assegnazione con una nota di chiarimento, è scritto che "L’impianto sportivo in oggetto è attualmente dotato di un unico impianto elettrico in media tensione (MT), della potenza complessiva di 800 kW. Allo stato attuale, nei locali adibiti a punti di ristoro non risultano installati sotto-contatori per la misurazione dei consumi elettrici e per la fornitura idrica relativi alle singole attività. Tali dispositivi dovranno essere installati a cura e spese dei rispettivi concessionari, al fine di consentire la corretta determinazione della quota parte dei consumi energetici imputabile a ciascuna attività commerciale, in conformità a quanto previsto dall’art. 24 del «Regolamento per la gestione, valorizzazione ed alienazione del patrimonio immobiliare del Comune di Taranto». Ciascun locale adibito a punto di ristoro risulta, inoltre, attualmente costituito da un vano destinato alla vendita, da un vano tecnico e un vano adibito a deposito (questi ultimi ancora non rifiniti). Gli eventuali interventi necessari per l’installazione dei sotto-contatori elettrici, dovranno essere eseguiti secondo le modalità e nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente e dagli atti di concessione". E questa è una curiosità: insomma, come a suo tempo dichiarato dallo stesso Commissario Massimo Ferrarese, c'erano e ci sono ancora lavori di finitura.
Tornando al botta e risposta, il Comune nel negare l'utilizzo dell'area Hospitality al Taranto per la cerimonia di cui sopra, nella nota ufficiale faceva sapere che "la richiesta di utilizzo dell’area, non ricompresa tra quelle a disposizione della società per gli incontri casalinghi della squadra, è arrivata solamente nella giornata di ieri, in tempo non utile per consentire agli uffici di fare i dovuti approfondimenti in ordine alla sicurezza. L’annunciato numero di partecipanti, almeno cento, richiedeva un approfondimento adeguato rispetto alla capienza dell’area e ai percorsi per garantirvi l’accesso. Proprio rispetto a quest’ultima esigenza, giova ricordare che lo stadio è solo parzialmente affidato al Comune di Taranto, essendo ancora area di cantiere in gestione al Commissario Straordinario per la realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Tale circostanza è di primaria importanza, poiché l’accesso all’area hospitality poteva comportare l’attraversamento di aree interdette per i lavori ancora in corso e, di conseguenza, l’autorizzazione a farlo e l’eventuale predisposizione di passaggi protetti doveva essere richiesta proprio alla citata struttura commissariale, non avendo il Comune alcuna titolarità in merito".
C'è da aggiungere, per dovere di cronaca, che i locali - cioè i punti ristoro - sono stati presi in carico dal Comune il 17 settembre, con riserva in ordine a eventuale completamento di lavori in carico alla Struttura Commissariale. Senza entrare troppo nella discussione, è facile intuire che occorrerebbe un chiarimento tra tutte le parti interessate. Altrimenti, si corre il rischio di proseguire in rapporti quantomeno conflittuali. Ed è la morale dei comunicati proprio dei protagonisti della diatriba.