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Vertenza acciaio, svolta oggi 15 ottobre 2026 a Bari. Nella sede della Presidenza della Regione Puglia istituzioni, partiti di maggioranza e opposizione, sindacati e lavoratori hanno firmato un documento unitario: ex Ilva aperta e decarbonizzata, con al centro occupazione e continuità produttiva.

Faccia a faccia urgente tra il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e la delegazione operaia in presidio dalle prime ore della mattina davanti al palazzo della Presidenza, con i rappresentanti di Fiom, Fim Cisl, Uilm, Usb e Ugl.
Al tavolo della task force regionale per l'occupazione presenti l'assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano, il sindaco di Taranto Pietro Bitetti, il capogruppo di Fratelli d'Italia Paolo Pagliaro e il capogruppo di Prossima Giuseppe Fischetti, insieme a capigruppo regionali, Comitato Sepac e rappresentanze sindacali di Acciaierie d'Italia e Ilva in amministrazione straordinaria.
Prima del confronto Decaro ha ribadito ai lavoratori la necessità di tenere aperto il dialogo con il Governo e di costruire proposte concrete senza steccati ideologici. Un messaggio chiaro: la vicenda ex Ilva non è solo tarantina, ma riguarda l'intera filiera pugliese, nazionale ed europea dell'acciaio.
Firmatari dell'accordo tutti i partiti presenti in Consiglio, i sindacati confederali e le istituzioni locali. Obiettivo centrale condiviso: salvaguardare i livelli occupazionali della fabbrica e dell'indotto, legando la tenuta del lavoro a un processo reale e radicale di decarbonizzazione.
Non un'intesa di facciata, ma una piattaforma comune che riprende i contenuti della nota del Consiglio di fabbrica del 7 ottobre e che sposta ora il confronto a Roma. La Regione chiederà un tavolo interministeriale urgente a Palazzo Chigi con tutte le rivendicazioni: superare la contrapposizione tra salute e lavoro, piano industriale con tempi certi, incentivi all'esodo e lavoro usurante, investimenti per assorbire gli esuberi.
Il messaggio che esce da Bari è uno solo: Taranto non può più scegliere tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Serve continuità produttiva, difesa dell'occupazione e transizione vera.

Dopo articolata discussione sulle proposte delle organizzazioni sindacali, tutte le parti presenti convengono quanto segue:

1) La Regione Puglia, rappresentata dal Presidente della Giunta regionale, e tutte le rappresentanze istituzionali e politiche presenti, condividono le proposte contenute nel documento elaborato dal Consiglio di Fabbrica unitario del 7 ottobre 2026, che si allega, il quale costituirà il punto di partenza per la comune piattaforma di azione delle istituzioni e dei sindacati;

2) Prendono atto del contenuto del Decreto Legge in corso di pubblicazione, rilevano che lo stesso costituisce un intervento 'ponte' motivato da necessità ed urgenza e, pur apprezzandone in tale chiave provvisoria gli intenti, auspicano l'adozione di ulteriori interventi governativi straordinari per i lavoratori, nonché di ogni altro strumento finalizzato a garantire la prospettiva industriale dello stabilimento con il diretto coinvolgimento dello Stato per la tutela del Lavoro e dell'Occupazione;

3) Si impegnano, tramite il Presidente della Giunta regionale, a promuovere ogni opportuna azione unitaria al fine di far convocare urgentemente un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi, che affronti le criticità della drammatica fase attraversata dal territorio tarantino;

4) Che la continuità produttiva dello stabilimento, sostenibile e compatibile con la salute, sia la condizione prodromica ad ogni discussione. La produzione, dunque, dovrà essere decarbonizzata introducendo progressivamente l'utilizzo dell'idrogeno verde, quando le condizioni tecnologiche lo consentiranno.

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