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Come già spiegato nei giorni scorsi, il CTR della Regione Puglia ha dato l'ok alla possibilità di costruire un impianto rigassificatore, un progetto presentato dalla società terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l., con il sostegno del gruppo italo-francese/belga Belenergia.

Si tratta di un terminale di rigassificazione GNL (Gas Naturale Liquefatto) on-shore/off-shore previsto nell'area portuale, alla testa del Molo Polisettoriale, progettato per una capacità nominale di circa 12 miliardi di metri cubi all'anno di gas naturale rigassificato. Un nulla osta con prescrizioni certo, ma che lascia in ogni caso la porta aperta nonostante l'opposizione di diversi comitati e associazioni cittadine e di parte della politica nostrana.
A reagire sono anche i residenti di Lido Azzurro, una periferia già fortemente penalizzata dalla vicinanza dell'area industriale e da carenze urbanistiche non da poco. Una periferia che conta circa 800 residenti, che in estate raddoppia ed è frequentata per il litorale che, nonostante tutto, attrae molti tarantini.
E dunque, la possibilità che a qualche chilometro di distanza possa costruirsi un rigassificatore mette in allarme. Il Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, che già nei mesi scorsi era intervenuto sulla vicenda, chiede a questo punto a  "Regione e Governo dicano chiaramente da che parte stanno", perchè  si rifiutano "di essere sacrificati ancora". L'ok del Comitato Tecnico Regionale è "un parere tecnico che riguarda la sicurezza industriale e i rischi di incidente rilevante, ai sensi della normativa Seveso, non un'autorizzazione definitiva. Ma è un passo fondamentale per la realizzazione di un progetto che gli abitanti di Lido Azzurro continuano a respingere con assoluta fermezza".
E allora il dubbio: "A chi sta valutando questo progetto rivolgiamo delle domande: siete mai venuti a vedere dove s’intende costruirlo? Avete percorso le strade di Lido Azzurro? Avete incontrato le famiglie che dovrebbero convivere con un impianto simile? Perché delle due, l'una: o si sta decidendo senza conoscere realmente il territorio, oppure lo si conosce e si considera ancora una volta accettabile anteporre l'industria inquinante alla vita di chi lo abita. In entrambi i casi, la scelta è indiscutibilmente inaccettabile: la vicinanza delle nostre case al mostruoso impianto industriale che si vuole costruire è sotto gli occhi di tutti. Basta venire a Lido Azzurro per rendersene conto. Parliamo di un progetto che prevede tre serbatoi alti come palazzi di oltre 15 piani, per una capacità complessiva di 480.000 metri cubi di gas naturale liquefatto – un volume paragonabile a 192 piscine olimpioniche, con un traffico stimato di 100 metaniere all'anno, affacciato su una spiaggia che appartiene alla memoria di quattro generazioni di abitanti e a tutti i cittadini di Taranto che la popolano, a 800 metri dalle prime abitazioni di Lido Azzurro. Non è un dettaglio su una planimetria. È la distanza che separa le nostre case da un impianto soggetto a rischio di incidente rilevante".
Chi ha deciso che questa vicinanza sia un prezzo accettabile, c'è da chiedersi, e "cosa significa davvero tutto questo, per chi vive qui? Chi ha costruito qui la propria casa dovrebbe forse abituarsi all'idea di vivere temendo scenari di emergenza, incendi e nubi di gas? Chi ha trascorso la propria infanzia su questa spiaggia dovrebbe accettare di vederla trasformata nel retrobottega di un porto industriale?".
"Non possiamo ignorare neppure ciò che accade nel mondo, dove le infrastrutture energetiche sono spesso bersagli di attacchi militari - è una ulteriore osservazione -. Non possiamo fare a meno di domandarci quali conseguenze potrebbe avere uno scenario così estremo per la comunità che vive accanto ad uno dei più grandi rigassificatori d’Europa. Non siamo numeri su una planimetria. Non siamo danni collaterali. Ci avete già trattato come zona di sacrificio, e mentre dite di voler cambiare prospettiva, continuate a farlo. Non ve lo permetteremo".
Viene comunque riconosciuto il lavoro svolto dagli enti territoriali attraverso i pareri e le osservazioni contrarie presentate nell’ambito della VIA, "ma questo non esonera chi ci governa dalle proprie responsabilità politiche. Alla Presidenza della Regione Puglia, al Governo nazionale, ai rappresentanti regionali e parlamentari del territorio e a tutti coloro che non hanno ancora chiarito pubblicamente la propria posizione, chiediamo una risposta inequivocabile: siete favorevoli o contrari al rigassificatore? E quali atti concreti intendete assumere?"
Poi è Decaro a essere chiamato in causa: "Al presidente Antonio Decaro, che a Taranto è venuto tante volte, chiediamo di venire personalmente a Lido Azzurro. Venga a vedere le abitazioni vicine all'area interessata dal progetto. Venga a incontrare i residenti e a dirci, guardandoci negli occhi, quale futuro immagina per questa costa. Decaro ha fatto della restituzione del mare ai cittadini un principio della propria visione politica. Ci dica se il suo 'Mare Democratico' (l'iniziativa della Regione Puglia per valorizzare le spiagge libere - ndc) vale anche per Lido Azzurro. Se la tutela del paesaggio, l'accessibilità delle spiagge e la valorizzazione delle comunità costiere sono obiettivi per tutta la Puglia, pretendiamo di sapere come intenda perseguirli anche qui".
"E mentre a Taranto si discute ancora di tutela della salute dei cittadini, diteci, è questa la riconversione che immaginate? È questo il futuro che volete consegnare ai nostri figli? - continuano dal Coordinamento - Noi abbiamo un'altra idea: una spiaggia pubblica accessibile, una pineta riqualificata, percorsi naturalistici, turismo, attività legate al mare e opportunità economiche capaci di valorizzare il nostro quartiere, anziché cancellarlo dalla cartina. Questo spazio appartiene ai giovani di Lido Azzurro e degli altri quartieri di Taranto, che hanno già pagato il prezzo troppo alto dell’inquinamento, dell’abbandono e del degrado. Non intendiamo rinunciarvi".
Perciò "siamo pronti alla mobilitazione e ad ogni altra iniziativa per impedire la realizzazione del rigassificatore. Chi pensa che un parere favorevole sulla sicurezza possa realmente rassicurarci e chiudere questa vicenda, si sbaglia. Chi pensa che i residenti finiranno per rassegnarsi, non ha compreso la determinazione di questa comunità. Difenderemo ad ogni costo il luogo in cui viviamo e pretendiamo che chi decide si assuma pubblicamente la responsabilità di tutelarci come dovrebbe".
Infine l'appello: "Alle istituzioni chiediamo risposte e responsabilità. Ai cittadini di Taranto chiediamo di unirsi a questa battaglia, perché ciò che accade oggi a Lido Azzurro riguarda la città da consegnare alle generazioni future. Taranto ha già pagato un prezzo altissimo. Ci rifiutiamo di essere sacrificati ancora".

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