CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La crisi di Kyma Ambiente si aggrava e alimenta le preoccupazioni sul futuro della partecipata comunale.
Il bilancio 2025 registra una perdita di 12,8 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di oltre 36 milioni, mentre il peso dei debiti e l'incertezza sugli asset strategici mettono in discussione la continuità aziendale.
Al centro della vicenda c'è il termovalorizzatore di Statte. Un impianto che fino a pochi anni fa veniva stimato per un valore superiore ai 100 milioni di euro e che oggi, complice lo stop dell'attività, l'Aia scaduta dal 2022 e l'assenza di un progetto di rilancio definito, vedrebbe ridursi il proprio valore a quello del solo terreno. Sul tavolo restano diverse ipotesi per il futuro, dalla gestione diretta all'interesse di operatori privati, ma tutte richiederebbero investimenti molto consistenti e tempi non brevi.
Intanto la sopravvivenza della società è legata alla possibile ricapitalizzazione da parte del Comune e all'ipotesi di un concordato in continuità, con oltre 51 milioni di debiti verso terzi da affrontare. Uno scenario che alimenta interrogativi sul destino della partecipata, dei servizi svolti e dei livelli occupazionali.
In questo clima si inserisce la protesta dei lavoratori. Dopo il fallimento del secondo tentativo di conciliazione in Prefettura, i sindacati hanno confermato la mobilitazione e si preparano a proclamare lo sciopero, indicando il 10 novembre come data possibile, in attesa delle valutazioni della Commissione di garanzia. Alla base della protesta ci sono proprio le forti preoccupazioni per la situazione economica dell'azienda e per le prospettive occupazionali dei dipendenti.