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C'è un filo che lega la Città Vecchia di Taranto a Piazza San Pietro. È fatto di solidarietà, fede e umanità. A intrecciarlo è stato Giuseppe Maluberti, confratello e tifoso del Taranto, che durante l'udienza generale del 28 novembre ha consegnato a Papa Leone XIV una sciarpa artigianale con una dedica speciale: "Taranto ti abbraccia".


Ma a rendere unico quel dono non è stata soltanto la lavorazione fatta a mano. Sul retro della sciarpa, infatti, campeggiano le firme di decine di persone senza fissa dimora che frequentano il Centro di Accoglienza San Cataldo Vescovo, in Città Vecchia, struttura gestita dalla Caritas diocesana.
L'idea è nata dopo il recente intervento subito dal Pontefice. Maluberti ha voluto inviare un messaggio di vicinanza e preghiera a nome della città, coinvolgendo però chi spesso resta ai margini della società.
«Ho pensato di far firmare la sciarpa ai senza fissa dimora che pranzano alla mensa e agli ospiti che dormono nel Centro di Accoglienza San Cataldo Vescovo. Volevo che anche loro potessero far arrivare il loro abbraccio al Santo Padre», racconta.
La risposta è stata immediata. Gli ospiti della struttura hanno accolto con entusiasmo l'iniziativa, lasciando la propria firma su quel tessuto destinato a raggiungere il Vaticano.
«Erano molto felici quando hanno firmato. È stato tutto spontaneo. Volevamo far sentire al Papa l'affetto di Taranto e la vicinanza degli ultimi».
La sciarpa è stata realizzata interamente in modo artigianale. Una volta completata, Maluberti ha raggiunto Roma senza avere la certezza di riuscire a consegnarla personalmente. Poi, durante l'udienza generale, il momento tanto atteso.
«Non pensavo di riuscire a dargliela, invece ce l'ho fatta. È stata una grande emozione».
Non è la prima volta che il tifoso rossoblù porta un pezzo della sua città al Pontefice. Già nei mesi scorsi aveva consegnato una maglia del Taranto. Stavolta, però, il regalo aveva un significato ancora più profondo: rappresentava una comunità intera e, soprattutto, quelle persone che troppo spesso restano invisibili.
Ogni giorno il Centro San Cataldo Vescovo rappresenta un importante punto di riferimento per chi vive situazioni di disagio. A pranzo vengono serviti circa sessanta senza fissa dimora grazie all'impegno della Confraternita del Carmine, mentre la sera la cena è destinata agli ospiti accolti nel centro notturno ed è garantita dai volontari della Caritas diocesana.
Così una semplice sciarpa è diventata qualcosa di più: un simbolo di inclusione, speranza e vicinanza. Un abbraccio partito dal cuore della Città Vecchia e arrivato fino a Piazza San Pietro con le firme degli ultimi, trasformate in un messaggio universale di affetto e solidarietà. Il video è stato realizzato da Mimmo Donatelli

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