CRONACHE TARANTINE
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La crisi dell’ex Ilva sta producendo pesanti effetti anche sulle aziende dell’indotto: cinque imprese hanno già sospeso circa 220 lavoratori e puntano ad accedere alla cassa integrazione in deroga prevista dal decreto da 187 milioni di euro.
Resta però aperta la questione dei requisiti per l’accesso agli ammortizzatori sociali. Sindacati e aziende chiedono che il parametro della perdita del 50% del fatturato venga calcolato esclusivamente sull’unità produttiva di Taranto, consentendo così l’inclusione di realtà oggi escluse dalle misure di sostegno.
Secondo quanto riportato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, tra queste figura la Pellegrini, società che gestisce il servizio mensa all’interno dello stabilimento siderurgico e che occupa circa 470 lavoratori. Pur avendo registrato una riduzione dell’attività pari al 47%, l’azienda non rientrerebbe attualmente tra i beneficiari della cassa integrazione.
Nel frattempo, Acciaierie d’Italia si prepara a una profonda riorganizzazione interna con una significativa riduzione del numero dei dirigenti, mentre si attendono le decisioni della Cassazione sull’area a caldo e del Tar sull’Autorizzazione integrata ambientale. Un contesto che continua ad alimentare incertezza tra lavoratori e imprese legate al polo siderurgico.