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Il sindacato chiede l’estensione delle tutele ai dipendenti delle mense e della ristorazione collettiva. Scarciglia coinvolge la segreteria nazionale e sollecita un confronto con il Ministero del Lavoro.


La crisi dell’ex Ilva rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui lavoratori dell’indotto. A lanciare l’allarme è l’UGL, che punta i riflettori sulla situazione degli oltre 500 dipendenti della Pellegrini S.p.A., impiegati nei servizi di mensa, ristorazione collettiva e pulizia collegati allo stabilimento siderurgico di Taranto.
Dopo la manifestazione delle scorse settimane e la richiesta di intervento al prefetto, il segretario provinciale dell’UGL Terziario Taranto, Giuseppe Scarciglia, ha coinvolto la segreteria nazionale del sindacato con l’obiettivo di portare la vertenza all’attenzione del Governo e del Ministero del Lavoro.
La prima richiesta riguarda l’accesso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti della Pellegrini, il cui futuro occupazionale è strettamente legato alle difficoltà produttive dell’ex Ilva. L’UGL intende verificare la possibilità di attivare tutte le misure di sostegno al reddito previste dalla normativa, affinché anche i lavoratori dell’indotto possano beneficiare degli strumenti di tutela.
«Non possono esserci lavoratori di serie A e lavoratori di serie B», sottolineano UGL Terziario e UGL Igiene Ambientale, rivendicando pari attenzione per tutte le categorie coinvolte nella crisi del comparto siderurgico.
Per il sindacato, inoltre, la questione non può restare confinata al territorio tarantino, ma deve essere affrontata all’interno del confronto nazionale sugli effetti occupazionali della crisi industriale.
Accanto alla richiesta di ammortizzatori sociali, Scarciglia propone anche il coinvolgimento delle aziende operanti negli stessi settori della Pellegrini presenti a Taranto e provincia. L’obiettivo è verificare possibili percorsi di ricollocazione del personale nei servizi di ristorazione collettiva, nelle mense e nelle attività connesse.
La proposta prevede un confronto tra imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali per individuare opportunità concrete di reinserimento lavorativo, affiancando alle misure di sostegno economico strumenti utili a garantire continuità occupazionale.
«Il lavoro si difende con proposte concrete, non soltanto con le dichiarazioni. Taranto ha bisogno di risposte e questi lavoratori meritano la stessa attenzione riservata a tutti gli altri protagonisti della crisi ex Ilva», evidenzia Scarciglia.
Dopo il coinvolgimento della segreteria nazionale, l’UGL punta ora ad aprire un tavolo di confronto ministeriale per discutere sia l’accesso agli ammortizzatori sociali sia le possibili soluzioni di ricollocazione per i lavoratori della Pellegrini.

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