CRONACHE TARANTINE
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Ora la palla passa nelle mani del Governo. E’ il pensiero comune dei sindacati nazionali di categoria dopo la sentenza della Corte di Cassazione sull’ex Ilva, riferito a diverse agenzie di stampa.
Per Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia FIOM Cgil, “la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione impone un’accelerazione del piano condiviso con il Governo e i commissari straordinari a Palazzo Chigi grazie alla lotta dei lavoratori. È necessario investire risorse straordinarie per pianificare la decarbonizzazione degli impianti ed al contempo acquistare bramme e coils per assicurare continuità alla produzione e all’occupazione. Serve dare corso alle manutenzioni e alle bonifiche ma soprattutto alle verticalizzazioni di tutti gli impianti da Taranto a Genova fino a Novi Ligure e Racconigi. È necessario che Palazzo Chigi riconvochi il tavolo per condividere il percorso di attuazione del verbale del 27 ottobre scorso, in particolare su alcuni punti fondamentali: definizione del piano industriale; individuazione del soggetto industriale; realizzazione del piano sociale per garantire salario e occupazione per tutti; attivazione del piano di rigenerazione dell'occupazione con nuovi investitori nelle aree industriali dell’ex Ilva per la garanzia occupazionale”.
La UILM Uil, tramite il segretario generale Davide Sperti mette il lavoro al centro: “Ci interessa solo il destino dei lavoratori, che è molto più importante di quello della siderurgia”. Sperti chiede di applicare la sentenza senza “scaricabarile tra poteri dello Stato” e di accelerare su risarcimenti, reindustrializzazione e investimenti nelle aree non interessate dalla decisione.
“Non commentiamo le decisioni della Corte di Cassazione, ma ci aspettavamo un provvedimento meno drastico che potesse consentire, in tempi definiti, il percorso di transizione verso la decarbonizzazione dagli altiforni ai forni elettrici, con tempi meno stringenti e soprattutto più sostenibile sul piano sociale e occupazionale”: così i segretari della FIM Cisl Ferdinando Uliano e Valerio D'Alò, dopo la sentenza. “Tuttavia, a questo punto, resta per noi fondamentale la continuità produttiva, intesa su un ciclo di produzione d'acciaio green. Questo responsabilizza ancor di più il Governo – aggiungono e concludono -, che dovrà mettere in campo tutto ciò che è possibile affinchè la realizzazione degli impianti di Dri e di forni elettrici, così come dichiarato nell'ultimo incontro a Palazzo Chigi, venga realizzata nel minor tempo possibile”.