CRONACHE TARANTINE
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‘Embrace the Future – Taranto 2036’, è l’iniziativa promossa da Massimo Ferrarese, che si presenta come un progetto civico indipendente con l'obiettivo di costruire una visione condivisa per il rilancio della città nei prossimi dieci anni.
Ne parliamo a parte. Ma è proprio sulle parole del Commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo che Gianni Liviano, presidente del Consiglio comunale, interviene per dire la sua.
“Ho letto con molta attenzione le riflessioni espresse da Massimo Ferrarese sul futuro di Taranto e sulla necessità di costruire una visione concreta e condivisa per i prossimi dieci anni. Di queste riflessioni condivido ogni parola”, osserva subito Liviano.
Che poi aggiunge: “È esattamente il percorso che stiamo provando a tracciare con la Carta della Pace: un percorso fondato sulla coesione sociale, sulla partecipazione, sull'attivazione di processi bottom-up e sulla costruzione condivisa di una visione di futuro per la nostra comunità”.
“Crediamo che il futuro di Taranto non possa essere scritto dall'alto, né affidato a iniziative isolate – aggiunge il Presidente della massima assise cittadina -. Deve nascere dall'ascolto dei territori, dal coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, delle istituzioni, del mondo produttivo e delle competenze che questa città esprime. Occorre ricostruire fiducia, rafforzare i legami sociali e creare le condizioni affinché ciascuno possa sentirsi parte di un progetto comune”.
Poi sulla necessità di una legge speciale per Taranto: “Condivido pienamente anche la proposta. Un'idea che avevo già avanzato qualche anno fa in Regione, quando scrissi, accompagnato dal contributo di tanti, la legge speciale regionale per Taranto dal titolo ‘Taranto Futuro Prossimo’, nella convinzione che la condizione straordinaria della nostra città richieda strumenti altrettanto straordinari, capaci di mobilitare risorse, attrarre investimenti, sostenere l'occupazione e accompagnare una nuova stagione di sviluppo, finalmente compatibile con la tutela della salute e dell'ambiente”.
“Oggi più che mai abbiamo bisogno di superare frammentazioni e contrapposizioni. Le differenze di sensibilità, di appartenenza e di percorso non devono diventare un ostacolo, ma possono rappresentare una ricchezza se messe al servizio di un obiettivo più grande – aggiunge Liviano -.Mettiamo insieme le risorse, le idee e le energie, pur nella diversità, e lavoriamo insieme. Dobbiamo far incontrare sensibilità e culture differenti proprio in questa prospettiva: quella di una città che ritrova la capacità di immaginare il proprio domani e di costruirlo attraverso la collaborazione”.
Conclude poi così: “Taranto non ha bisogno di nuove divisioni, ma di una responsabilità collettiva. Il futuro della città viene prima di ogni interesse particolare. È il momento di fare squadra, ciascuno con la propria identità, ma tutti nella stessa direzione”.