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«Non basta stabilire se il terminale sia realizzabile. Bisogna valutare anche quali possibilità lascia al porto, alla costa e alle imprese».

“Il futuro di Lido Azzurro non può essere legato esclusivamente al progetto del rigassificatore”. È la posizione espressa da Confartigianato Taranto, che torna a contestare l'ipotesi di realizzazione del terminale per il gas naturale e richiama l'attenzione sulle priorità irrisolte della borgata.
Secondo l'associazione, alle porte di Lido Azzurro si vorrebbe realizzare quello che, con una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all'anno, diverrebbe il più grande rigassificatore d'Italia, mentre centinaia di famiglie attendono ancora opere essenziali come acqua e fogna. Un contrasto che emerge anche alla luce dello studio di fattibilità presentato da Acquedotto Pugliese per la realizzazione delle reti idriche e fognarie, interventi suddivisi in tre lotti con un primo investimento stimato in circa 11 milioni di euro.
Per Confartigianato il tema non riguarda soltanto la fattibilità tecnica dell'impianto, ma soprattutto le conseguenze sullo sviluppo economico del territorio, del porto e delle attività produttive. «Un impianto può essere tecnologicamente moderno e rappresentare una scelta industriale vecchia», sostiene l'associazione, che ribadisce il proprio no all'opera evidenziando interrogativi legati alla sicurezza, all'ambiente marino, al traffico delle metaniere e ai possibili vincoli futuri sulle aree portuali.
L'organizzazione sottolinea inoltre come Taranto sia stata individuata come hub per l'eolico offshore, un settore che potrebbe generare ricadute per cantieristica, meccanica, logistica e servizi. «Nel conto di un investimento deve entrare anche il costo delle opportunità che potrebbe farci perdere», evidenzia Confartigianato, chiedendo una valutazione pubblica e trasparente dei benefici economici e occupazionali del rigassificatore.
Nel documento vengono richiamate anche le posizioni già assunte dalle istituzioni. Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato ad aprile una mozione contraria al progetto, mentre Comune e Regione hanno presentato osservazioni al Ministero nel mese di luglio. Tuttavia, secondo l'associazione, l'iter autorizzativo prosegue e occorre capire quali ulteriori iniziative intendano adottare il sindaco e la Regione.
Tra i punti sollevati figura anche il collegamento con il percorso di decarbonizzazione dell'ex Ilva. L'associazione chiede chiarimenti sui tempi effettivi dell'introduzione dell'idrogeno verde e sul fabbisogno di gas naturale previsto nella fase di transizione. «Il gas per la transizione e un terminale destinato a durare decenni sono scelte diverse. "Progressivamente" non è un cronoprogramma», si legge nel documento.
Accanto alla contrarietà al terminale, Confartigianato invita ad aprire una riflessione più ampia sul futuro della borgata. «Spiaggia, pineta e paesaggio del Tara possono sostenere accoglienza, commercio, artigianato e servizi al mare, ma servono infrastrutture, accessibilità, recupero ambientale e regole certe».
Nel richiamare il Piano urbanistico generale, che individua Lido Azzurro come uno specifico ambito di valorizzazione, l'associazione propone una ricognizione condivisa tra cittadini, imprese e istituzioni per individuare attività compatibili, investitori interessati e ostacoli da superare. L'obiettivo è arrivare a un documento operativo con interventi e responsabilità definite.
Tra le proposte avanzate figura infine la costituzione di una Pro Loco autonoma di Lido Azzurro, in collaborazione con quelle già esistenti di Taranto, Lama e Talsano. «Non un altro tavolo: proposte sulle quali ottenere risposte e decisioni. Noi portiamo le competenze delle imprese; alle amministrazioni spettano scelte e infrastrutture», sottolinea Confartigianato.
«Lido Azzurro ha già chi la difende da ciò che non vuole. Ora servono le condizioni per costruire ciò che manca e trasformare in opportunità le potenzialità che il territorio continua a lasciare inutilizzate», conclude il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo.

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