CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
L’appuntamento è per il giorno della commemorazione dei Defunti. La sede è quella della Direzione Ambiente, in piazza Pertini, al quartiere Paolo VI.
La conferenza stampa è indetta dall’amministratore unico della società partecipata, l’ing.Gaetano Nacci. Motivo? Una operazione verità, come l’ha definita lo stesso Nacci ma che più volte è stata invocata a Palazzo di Città, attraverso anche una mozione, approvata, dei consiglieri di maggioranza che sostengono la giunta Bitetti.
L’ing.Nacci nei giorni scorsi, secondo prerogative che lo consentono, ha formalizzato davanti al notaio la volontà di ricorrere a uno degli strumenti previsti dal Codice di crisi d’impresa, pur non avendo specificato quale. Una mossa della quale è stata informata l’Amministrazione comunale, visto che il Comune è socio unico di Kyma Ambiente. I conti, com’è noto, sono in profondo rosso e trovare la soluzione per la salvezza della società e lasciarla in mano pubblica oltre che preservare i livelli occupazionali, non sarà affatto semplice.
L’ing.Nacci è nel mirino dei consiglieri di opposizione (ma anche del Pd, va detto) e dei sindacati. Evidentemente, l’operazione verità richiesta nella massima assise cittadina, anche dopo il suo intervento in aula, è ritenuta dallo stesso Nacci un passaggio fondamentale per fare chiarezza.
Intanto, i sindacati restano in allerta. Nei giorni scorsi sono stati durissimi: “La comunicazione dell’Amministratore unico di accedere al concordato preventivo, senza aspettare l’Assemblea dei soci del 16 novembre prossimo, dimostra una totale mancanza di rispetto nei confronti delle Istituzioni e siamo in presenza di un grave atto di predeterminazione della fine di Kyma Ambiente”.
Cosa denunciano le sigle (FP Cgil, FIT Cisl, UILTrasporti, Fiadel, Siuls e NIDIL Cgil)? Che “a decidere del futuro di una azienda pubblica e dei sui oltre 450 lavoratori, è la volontà di un tecnocrate e non anche di chi è stato democraticamente eletto. Oppure siamo in presenza di un gioco delle parti, laddove il Sindaco e la sua maggioranza si fanno beffa di quanto dichiarato in Consiglio comunale. In entrambi i casi siamo in presenza di fatti di una gravità inaudita”. E nel corso di una conferenza stampa hanno chiesto ancora a voce alta di conoscere il futuro della partecipata, preoccupati sul futuro dei 450 lavoratori Kyma.
La situazione finanziaria, si sa, è davvero grave. Il bilancio 2025 parla di una perdita di poco meno di 13 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di circa 36 milioni di euro (pesa la svalutazione degli impianti). Come uscirne? Probabilmente, l’ing.Nacci incontrando la stampa indicherà i possibili percorsi. E successivamente, il 13 novembre, in un Consiglio comunale monotematico potrebbero arrivare le risposte. Soprattutto capire che fine farà Kyma Ambiente.