CRONACHE TARANTINE
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Nuova tappa del confronto promosso da Confartigianato Taranto con gli operatori economici interessati dai lavori della Bus Rapid Transit. In via Dante emergono timori per la riduzione dei parcheggi, le difficoltà di accesso e le ripercussioni sulle attività commerciali e artigiane.
Si è svolto questa mattina, 3 novembre, in via Dante, all'altezza del civico 412, l'incontro promosso da Confartigianato Taranto con gli operatori economici interessati dai lavori della BRT. Dopo il confronto con gli esercenti di corso Italia, l'associazione ha scelto ancora una volta di incontrare commercianti e artigiani direttamente sul territorio, raccogliendo testimonianze, osservazioni e preoccupazioni da parte di chi opera in via Dante, viale Magna Grecia, via Lago d'Arvo, via Polibio e nelle strade limitrofe.
All'incontro, molto partecipato nonostante l'orario lavorativo, sono emerse criticità ritenute ricorrenti dagli operatori economici: eliminazione di numerosi parcheggi, modifiche alla viabilità, cancellazione delle aree per il carico e scarico delle merci e difficoltà nella sosta breve lungo i tratti interessati dai cantieri.
Al centro delle preoccupazioni soprattutto le possibili conseguenze economiche. Secondo gli esercenti, le difficoltà di accesso per clienti e fornitori rischiano di tradursi in una contrazione degli incassi e di compromettere le condizioni necessarie per proseguire l'attività. Non sono mancate testimonianze di forte disagio da parte di chi vede ridursi o scomparire gli spazi di sosta tradizionalmente utilizzati dalla clientela.
«Ci stanno stravolgendo le strade e noi dovremmo stare a guardare? Questa mattina abbiamo ascoltato imprenditori esasperati, persone che ogni giorno alzano la saracinesca e vedono cambiare radicalmente le condizioni nelle quali hanno costruito e portato avanti le loro attività. Parliamo di persone che hanno investito risparmi, acceso debiti e affrontato sacrifici per anni, e che oggi si chiedono come potranno continuare a lavorare se clienti e fornitori incontreranno sempre più difficoltà a raggiungerle», dichiara il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo.
Paolillo entra quindi nel dettaglio delle questioni segnalate dagli operatori: «Le problematiche sollevate sono molto concrete. Dove parcheggeranno residenti e clienti? Come saranno effettuati il carico, lo scarico e le consegne? Dove potrà fermarsi chi deve entrare in un negozio anche solo per pochi minuti? E quali effetti avranno sulla circolazione i restringimenti delle carreggiate? Non si tratta di aspetti secondari. Per molte piccole imprese possono fare la differenza tra continuare a lavorare e perdere progressivamente clientela».
Il segretario generale sottolinea anche il valore degli incontri organizzati dall'associazione: «Dopo corso Italia siamo venuti in via Dante e continueremo ad ascoltare gli operatori nelle altre zone interessate dai lavori. Non vogliamo limitarci a raccogliere proteste, ma individuare criticità precise, strada per strada, per chiedere al Comune risposte e soluzioni concrete e tempestive. È quanto abbiamo sollecitato fin dall'inizio dei lavori, senza ottenere finora quel confronto tecnico che riteniamo indispensabile».
Confartigianato ribadisce di non essere contraria al potenziamento del trasporto pubblico, ma di chiedere maggiore attenzione agli effetti delle scelte progettuali sulle attività economiche.
«Non siamo contrari alla BRT, se serve realmente a migliorare la mobilità cittadina. Ma non si può pensare soltanto alle nuove corsie e ai nuovi percorsi dimenticando che lungo quelle strade esistono negozi, laboratori artigiani e attività economiche che garantiscono occupazione e servizi. Un'opera pubblica dovrebbe migliorare la vita della città, non rendere più difficile quella di chi contribuisce ogni giorno a mantenerne viva l'economia», afferma Paolillo.
Infine, da Confartigianato arriva un appello diretto al sindaco di Taranto.
«Chiediamo al sindaco di fermare i lavori nei punti in cui stanno emergendo le criticità più gravi e di verificare personalmente quanto sta accadendo insieme ai tecnici e ai responsabili del progetto. Una cosa è osservare una planimetria attorno a un tavolo, un'altra è confrontarsi con attività che stanno perdendo parcheggi, spazi per il carico e scarico e perfino aree per una breve sosta. Non possiamo aspettare che un'impresa perda clienti, fatturato o sia costretta a chiudere prima di intervenire. Noi non chiediamo di fermare la BRT, ma di correggere gli errori adesso. Dietro ogni saracinesca ci sono famiglie, investimenti, sacrifici e posti di lavoro. Le strade si possono modificare, ma il lavoro che si distrugge non si ricostruisce con una delibera», conclude Paolillo.