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Fa discutere la comunicazione di servizio del 3 novembre scorso, firmata dal vicedirettore dell’Arsenale militare marittimo di Taranto, Vincenzo Barbati. In particolare, il provvedimento in questione convoca un’«assemblea generale» per venerdì prossimo, 6 novembre, alle 8.30, sul piazzale Brin, in occasione del saluto del direttore uscente dell'Arsenale, ammiraglio Alessandro Battaglia, e dell'insediamento del nuovo direttore designato, il contrammiraglio Domenico Guadalupi.


A finire al centro della dura contestazione della Fp Cgil Taranto, in realtà, sono i punti 2 e 3 della disposizione contestata, nei quali di fatto si impone la «partecipazione obbligatoria per tutto il personale, militare e civile, presente» (si riporta testualmente dalla comunicazione di servizio) e l'obbligo di riscontrare uno «schieramento pronto dalle ore 8.20», il tutto secondo una precisa mappa da osservare.
La Funzione pubblica Cgil di Taranto, dunque, ribadisce con forza che per il personale civile non esiste alcun obbligo di legge, né contrattuale, che giustifichi una simile imposizione o modalità organizzativa.
«Né le norme vigenti né il contratto collettivo nazionale del lavoro comparto Funzioni centrali prevedono l'obbligatorietà di partecipazione a un'assemblea di questo tipo per i lavoratori civili, e ancora meno un loro "schieramento" sul piazzale con modalità tipiche dell'ordinamento militare - dichiara Pietro Avellino, coordinatore Funzioni centrali della Fp Cgil Taranto -. Fermo restando il rispetto delle prerogative dell'Amministrazione e la legittimità delle riunioni di servizio, non si può confondere una disposizione lavorativa con una cerimonia o un’assemblea generale militarizzata. Abbiamo già chiesto formalmente il riesame della disposizione e chiarimenti immediati sui riferimenti normativi che la giustificherebbero».
Sulla questione interviene anche Mimmo Sardelli, segretario generale della Fp Cgil Taranto: «Il personale civile dell’Arsenale garantisce, ogni giorno, con professionalità e dedizione la continuità operativa della struttura, ma risponde a regole, contratti e tutele ben precisi che non possono essere assimilati alla disciplina militare. Imporre la presenza e lo schieramento forzato in piazza significa valicare i confini della corretta gestione delle relazioni di lavoro. Chiediamo rispetto per la dignità di tutti i dipendenti civili e un'immediata rettifica delle indicazioni fornite per la giornata del 6 novembre».
La Fp Cgil Taranto, infine, auspica un rapido riscontro da parte dei vertici dell'Arsenale, riservandosi di mettere in campo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa.

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